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“Torniamo a fare spettacolo”, lavoratori e sindacati in piazza a Catanzaro a sostegno della cultura

Torniamo a fare spettacolo. Un appello che non può più passare inosservato a oltre un anno dall’inizio della pandemia che ha duramente colpito il settore cultura italiano. Oggi a Catanzaro, come in tutte le maggiori piazze italiane, i lavoratori della cultura stanno manifestando per “accendere i riflettori” sulla loro condizione ormai insostenibile. Un settore che è stato messo da parte, abbandonato dalle istituzioni, dimenticato ma fondamentale per la crescita di un paese.

Duramente colpiti dalla pandemia

“Questa non è una manifestazione contro qualcuno, contro questa o quella parte politica, è una manifestazione a sostegno dei lavoratori del mondo dello spettacolo, la categoria che ha più sofferto dall’inizio della pandemia – ha dichiarato Saverio Ranieri, segretario regionale della Slc Cgil Calabria che con Fistel Cisl e Uilcom Uil è stato promotore di questa giornata. “Non dimentichiamo – ha detto ancora Ranieri – che il mondo dello spettacolo è stato il primo a chiudere e se le cose vanno avanti così sarà l’ultimo a riaprire e a noi questo non sta bene. Poteva essere gestito tutto in maniera diversa. Quello che come sindacato chiediamo alla politica locale e nazionale è una riforma strutturale. Ben vengano gli aiuti disposti dalla Regione ma non bastano. Chiediamo che parte del recovery plan venga investito per il rilancio del settore cultura e chiediamo l’apertura di un tavolo permanente tra le istituzioni e le parti sociali. Solo lavorando insieme, si potrà uscire da questa situazione”.

Un settore che merita più attenzione

“Siamo qui oggi per manifestare la disfatta del mondo dello spettacolo – ha dichiarato Francesco Canino della Fistel Cisl. “L’unico settore che non ha avuto l’attenzione che meritava da parte del Governo. Molti di questi lavoratori sono precari e non hanno potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali o altri aiuti. Il nuovo Governo deve ripartire dalla cultura. Si può e si deve riaprire in sicurezza, le condizioni ci sono. La cultura per l’Italia è fondamentale”. (dam.riv.)

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