Traffico di droga sull’asse Calabria-Messina: Riesame bis per Leandro e Tassone

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso difensivo: ci sarà un nuovo Tdl che dovrà pronunciarsi sulle esigenze cautelari dei due indagati
cocaina messina

Ci sarà un riesame bis per Francesco Leandro, 22 anni e Gregorio Tassone, 30 anni, destinatari di una misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione antidroga scattata il 19 luglio scorso tra le città di Messina, Reggio Calabria, Tortorici e Vibo Valentia e che ha portato a 13 persone in carcere, 3 ai domiciliari e a 2 obblighi di dimora (LEGGI). La terza sezione della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Domenico Rosso e Vincenzo Cicino, ha annullato l’ordinanza del Tdl di Messina, che aveva confermato per gli indagati i domiciliari, annullando con rinvio per un nuovo riesame sulle esigenze cautelari nei confronti di Leandro e Tassone. L’indagine scaturisce dagli esiti di complesse e articolate indagini sviluppate dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina dal febbraio 2021, a seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, che ha parlato del coinvolgimento di uno dei principali indagati quale promotore di una strutturata associazione finalizzata al traffico dello stupefacente operante principalmente nella zona sud della città di Messina.

Il monopolio della cocaina

Il monopolio della cocaina

Dall’inchiesta è emersa l’esistenza di un gruppo criminale che avrebbe, di fatto, pressoché quasi interamente monopolizzato l’approvvigionamento, nella città di Messina, di cocaina, poi  spacciata al dettaglio nella stesso capoluogo di provincia, ma anche nel comune di Tortorici, ove è stata accertata l’esistenza di un’autonoma piazza di spaccio gestita da alcuni degli indagati originari della cittadina nebroidea. La pericolosità del sodalizio criminale  e la sua elevata caratura criminale sarebbe stata dimostrata dalla circostanza che lo stesso si approvvigionava dello stupefacente – da immettere sulla piazza messinese – da un esponente di spicco della famiglia Nirta, ai vertici della ‘ndrangheta calabrese.

Il clan Nirta

Nello specifico uno degli arrestati Paolo Nirta è figlio di Giuseppe Nirta, 82enne, detenuto all’ergastolo per le vicende inerenti la cosiddetta faida di San Luca, nonché fratello di Sebastiano Nirta classe, 51 anni e Francesco Nirta, 48 anni, entrambi al carcere a vita per il loro coinvolgimento nella strage di Duisburg, avvenuta in Germania il 15 agosto 2007 in cui vennero uccisi sei soggetti di origine calabrese, alcuni dei quali ritenuti esponenti della cosca rivale Pelle – Vottari. Il fornitore, a sua volta si sarebbe avvalso di un’articolata rete di corrieri, tutti residenti nella provincia di Vibo Valentia alcuni dei quali incensurati, che si occupavano della consegna dello stupefacente “a domicilio” fino alla città di Messina. Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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