Trasporto pubblico calabrese all’anno zero, pullman vecchi e altamente inquinanti

Le emissioni inquinanti della flotta in circolazione sono impressionati. Descrivono un settore in ginocchio nonostante i fondi, mai sufficienti secondo gli imprenditori del settore, che la Regione mette a disposizione
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Trasporto pubblico in Calabria quasi all’anno zero per quanto riguarda le emissioni inquinanti della flotta in circolazione. I numeri sono impressionati. Descrivono un settore in ginocchio nonostante i fondi, mai sufficienti secondo gli imprenditori del settore, che la Regione mette a disposizione delle circa 26 aziende di autolinee che operano sul territorio regionale. Nel settore del trasporto locale quello che risalta subito agli occhi, oltre alla rete viaria degradata, sono le centinaia di pullman euro 2 che circolano sulle strade. Questi mezzi hanno circa 20 anni di vita e centinaia di migliaia di chilometri.

“Sono bus immatricolati – ha sottolineato il titolare di un’azienda di autolinee – nel 2005. Entro dicembre non potranno circolare più se nel frattempo non interverrà un’altra proroga. In Calabria il rinnovo del parco macchine viene rimandato di anno in anno. Quando scadrà quest’ultima proroga, siamo già stati avvisati, la motorizzazione non rilascerà più alcuna revisione. La popolazione calabrese rischia seriamente di rimanere a piedi. I disagi maggiori li vivranno, soprattutto, quelle migliaia di pendolari (studenti e lavoratori) che vivono nelle aree montane e pre-montane. Località periferiche quasi tutte sprovviste di  mezzi di trasporto sia su strada che su rotaie. Ferrovie della Calabria e aziende di autolinee private si trovano nelle stesse condizioni per quanto riguarda il parco macchine messo su strada. Per rinnovarlo occorreranno anni. I soldi che mette a disposizione la Regione non ci consente di sostituire i nostri bus. Negli ultimi anni abbiamo fatto sacrifici enormi per sostituire una parte della nostra flotta”.

“Sono bus immatricolati – ha sottolineato il titolare di un’azienda di autolinee – nel 2005. Entro dicembre non potranno circolare più se nel frattempo non interverrà un’altra proroga. In Calabria il rinnovo del parco macchine viene rimandato di anno in anno. Quando scadrà quest’ultima proroga, siamo già stati avvisati, la motorizzazione non rilascerà più alcuna revisione. La popolazione calabrese rischia seriamente di rimanere a piedi. I disagi maggiori li vivranno, soprattutto, quelle migliaia di pendolari (studenti e lavoratori) che vivono nelle aree montane e pre-montane. Località periferiche quasi tutte sprovviste di  mezzi di trasporto sia su strada che su rotaie. Ferrovie della Calabria e aziende di autolinee private si trovano nelle stesse condizioni per quanto riguarda il parco macchine messo su strada. Per rinnovarlo occorreranno anni. I soldi che mette a disposizione la Regione non ci consente di sostituire i nostri bus. Negli ultimi anni abbiamo fatto sacrifici enormi per sostituire una parte della nostra flotta”.

Bus a emissione zero, Calabria agli ultimi posti in Europa

Vista la situazione possiamo tranquillamente affermare che sono pochi sul territorio regionale i bus ad emissione zero. La Calabria è agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il trasporto pubblico e privato locale sostenibile. Alla città metropolitana di Reggio va la maglia nera dei pullman più inquinanti. Per mettersi alla passo di altre città italiane ed europee occorreranno anni.

Non stanno meglio le altre 4 province calabresi che hanno pochissimi mezzi con motori ibridi o elettrici. In passato è stato lo stesso Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile a evidenziare lo stato di arretratezza in cui si trova l’importante settore dei trasporti locali calabrese. Nevralgico per lo sviluppo sociale ed economico di un territorio che è all’ultimo posto per qualità della vita, disoccupazione e reddito pro-capite. A descrivere in tutta la sua drammaticità le condizioni in cui si trova il trasporto pubblico locale è la titolare dell’omonima azienda di Vibo Carmela Genco che negli ultimi 5 anni, nonostante le difficoltà economiche, è riuscita a rinnovare parte della sua flotta di pullman.

Risorse economiche

“Ringraziamo la Regione – ha chiarito – per quello che sta facendo. Per quanto mi riguarda le risorse economiche messe a disposizione per la sostituzione dei bus non è sufficiente. Noi ce la stiamo mettendo tutta per tenere efficienti i pullman in circolazione. Su strada abbiamo anche mezzi con motore ibrido. Se devo essere sincera con questi bus di ultima generazione abbiamo avuto qualche problema. Si guastano con una certa facilità. Come azienda proiettata nel futuro siamo intenzionati a cambiare l’intera flotta per offrire un servizio più sostenibile anche dal punto di vista delle emissioni inquinanti. Ci vogliono tanti soldi e occorre aspettare tanto perché i nuovi pullman non è facile acquistarli  sul mercato europeo”.

Andando avanti di questo passo per avere in Calabria un parco macchine sostenibile e non più inquinante bisogna aspettare almeno il 2050. Per acquistare solo bus elettrici occorrono più risorse economiche di cui la Regione non dispone. In futuro si vedrà. Attualmente la situazione non è rosea. Il Piano regionale del trasporto locale, per il momento, rimane sulla carta. Per realizzarlo occorrono decine e decine di milioni di euro. Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo non stanno meglio di Reggio Calabria.

Sul loro territorio circolano, da sempre, pullman euro 2. Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste che invitano la Regione ad accelerate il passaggio dal Tpl (Trasporto pubblico locale) inquinante a quello green.  I tempi si prevedono molto lunghi. Si parla del 2030.  Alcuni esperti del settore, addirittura, prevedono il 2050. Sul trasporto pubblico locale della provincia di Vibo Valentia “pesa” anche la protesta strisciante dei circa 100 autisti dei pullman privati che chiedono contratti migliori. “Siamo preoccupati – hanno sottolineato alcuni di loro – perché il 50 per cento dei nostri colleghi hanno contratti part-time.  Vorremmo contratti migliori perché il lavoro lo facciamo”.

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