Calabria7

Tratta di esseri umani e sfruttamento alla prostituzione, in 5 a giudizio

lentini

 di Gabriella Passariello 

Giovani donne africane, dai 19 ai 30 anni di età, adescate in Italia con la promessa di un lavoro onesto per finire in schiavitù, costrette a prostituirsi pagando il prezzo della ribellione con abusi inauditi, minacce, violenze fisiche e psicologiche. Con le accuse a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, all’acquisto e alienazione di schiavi, immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione con l’aggravante della transnazionalità, il gup del Tribunale di Catanzaro Francesca Pizii ha rinviato a giudizio 5 imputati. Si tratta di  Ifueko Aiyamekhe, madame sul territorio di Sant’Eufemia; Silvia Ekuaze James madame sul territorio di Sant’Eufemia; Osagie Omoregie, compagno di Ifueco con il compito di intrattenere i contatti con Nigeria e Libia e di provvedere, secondo le ipotesi di accusa, al procacciamento delle donne e all’organizzazione di tutte le fasi della tratta; Joy Enoma madame sul territorio di Lamezia, Gift Idahosa madame sul territorio di Rosarno.  Il giudice per le udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Debora Rizza, richiesta alla quale si sono associati i difensori di parte civile, gli avvocati Emilio De caro, Fabrizio Alfieri e Alessio Spadafora, fissando la data del processo per il 20 giugno davanti ai giudici della Corte di Assise.  Per un altro imputato, definito dagli inquirenti il fiancheggiatore, colui che avrebbe favorito, con il ruolo di autista e di incaricato,  il reperimento di nuovi alloggi destinati al meretricio, ottenendo a volte in cambio dalle giovani donne prestazioni sessuali, la vicenda giudiziaria si è già conclusa lo scorso 15 febbraio. Si tratta di  Vincenzo Criserà, accusato di sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione, che ha patteggiato la pena a 2 anni e 400  euro di multa Tutti e sei, accusati di far parte di una organizzazione in grado di far arrivare clandestinamente nelle coste calabresi decine di giovani nigeriane costrette a prostituirsi, ricattate con riti di magia nera “vodoo/juju”, sono stati raggiunti da un provvedimento di fermo, emesso dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione Locomotiva, scattata nel dicembre 2017.

I riti voodoo e la prigionia.  I vertici dell’organizzazione, secondo le ipotesi accusatorie, avrebbero sottoposto le giovani donne a rituali di magia nera “voodoo- juju”, per vincolarle al pagamento del debito contratto per effettuare il viaggio verso la penisola italiana per un importo variabile dai 25mila ai 30mila euro. Rompere il giuramento nella loro cultura avrebbe significato macchiarsi di disonore. Da quel momento sarebbe iniziato un lungo viaggio durante il quale attraverso il deserto del Niger, venivano trasferite in Libia, dove avrebbero atteso, tra abusi e violenze, di arrivare in Italia. Molte volte durante queste attese le donne venivano catturate e trattenute nei campi di prigionia e il gruppo criminale grazie ai suoi ramificati contatti con i “connection men” sarebbe riuscito a corrompere le guardie libiche e previo pagamento di 5mila dinar a farle liberare. Ma sulle nostre coste ad attenderle non c’era la vita promessa. Rintracciate nei centri di accoglienza venivano trasferite in varie località e costrette a vendersi. L’unica priorità per la loro madame era che pagassero il debito contratto tanto da costringerle ad abortire in casa, private di cibo e acqua qualora non avessero guadagnato abbastanza durante il giorno. Parte dei guadagni dell’attività di meretricio venivano investiti in una “contribuito”, una cassa comune messa a disposizione delle madame per l’acquisto di nuove donne.

L’attività investigativa. Le indagini, iniziate nel gennaio 2017 dopo la denuncia di una delle vittime, hanno permesso agli investigatori di individuare uno strutturato e pericoloso sodalizio criminale, operante in diverse località del territorio italiano con ramificazioni in Nigeria e Libia.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Auto contro casolare nel Catanzarese, muore 19enne

manfredi

Rinvenuta piantagione di marijuana nel Reggino

Mirko

‘Ndrangheta: beni per 20 milioni sequestrati al clan Mancuso

Matteo Brancati
Click to Hide Advanced Floating Content