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Truffa da un milione di euro, la Procura di Catanzaro mette sotto inchiesta un intermediario

di Gabriella Passariello- Prometteva ai risparmiatori investimenti in attività finanziarie, garantendo loro notevoli guadagni e invece la somma versata rappresentava una quota di partecipazione in una società. Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiuso le indagini nei confronti di Ortensio Marano, 46 anni, di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza, sotto inchiesta per truffa aggravata.

Il sistema truffaldino

Sono trentacinque le ipotesi truffaldine documentate in atti dalla Procura e i raggiri sarebbero stati compiuti mettendo in atto sempre lo stesso meccanismo. I fatti contestati nell’avviso di conclusione delle indagini sarebbero stati commessi a Catanzaro e a Belmonte Calabro, nel Cosentino, nel 2016 e secondo le ipotesi di accusa, Marano, avrebbe agito nella veste di intermediario finanziario quale legale rappresentante della M&M Management srl,  promettendo di investire il denaro raccolto dai risparmiatori in attività finanziarie altamente remunerative  con basso rischio, laddove invece veniva fatto sottoscrivere un contratto di associazione in partecipazione alle attività finanziarie della società (ingresso nel capitale di rischio di start-up, acquisizione di partecipazione societarie sotto forma di venture capital e attività di investimento di placement program).

La truffa da un milione di euro

Un sistema che avrebbe indotto in errore i risparmiatori, (persone fisiche e giuridiche come la Coperfin e la Derico) sulla restituzione del capitale investito maggiorato degli interessi altamente remunerativi, pattuiti in sede contrattuale, procurandosi ingiusti vantaggi, ora di 23mila euro, un’ altra di 50mila euro,  un’altra ancora di 100mila, fino ad arrivare ad un importo complessivo di un milione di euro. Somme a titolo di investimento e mai restituite. Con l’aggravante di aver procurato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante entità . Fin qui le ipotesi di accusa, di fronte alle quali l’indagato, difeso di ufficio dall’avvocato Francesco Mancuso, potrà chiedere di essere interrogato dal pm titolare del fascicolo, rilasciare dichiarazioni spontanee, depositare memorie difensive, compiere ogni atto utile all’esercizio del diritto di difesa, prima che il titolare del fascicolo proceda con una richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio.

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