Truffa del bancomat, giovane catanzarese assolto dal Tribunale di Matera: non ha commesso il fatto

Decisiva la documentazione prodotta in dibattimento dai suoi avvocati e le dichiarazioni degli imputati

Si è celebrata dinanzi al Tribunale di Matera l’ultima udienza del processo a carico di P.M., cittadino catanzarese di 26 anni, il quale, secondo la Procura della Repubblica di Matera, in concorso con altri 5 soggetti, provenienti tutti da città diverse, avrebbe truffato la titolare di un negozio addetto alla vendita di prodotti per bambini, di Policoro.

L’ipotesi accusatoria

L’ipotesi accusatoria

In particolare, secondo l’editto accusatorio, P.M., con artifici e raggiri, si sarebbe impossessato della somma di 2.100,00 euro. Per fare ciò, sempre in concorso con gli altri coimputati, utilizzando una utenza telefonica intestata ad uno di essi, avrebbe chiamato la persona offesa chiedendole di poter generare un buono spesa di 500,00 euro ma, rappresentandole l’impossibilità di saldare il costo dei buoni tramite bonifico sul conto corrente intestato alla stessa persona offesa, l’avrebbe convinta a recarsi presso uno sportello di Poste Italiane e ad effettuare 9 operazioni di accreditato sui conti correnti dei diversi imputati.

La tesi della difesa

In realtà, i difensori di P.M., gli avvocati Gregorio Casalenuovo e Giuseppe Risadelli del foro di Catanzaro, sono riusciti a dimostrare, tramite una corposa produzione documentale, che la somma di denaro accreditata sul conto del loro assistito era in realtà frutto di una transazione commerciale perfettamente lecita. L’imputato, infatti, in qualità di dipendente di un negozio di elettronica e telefonìa, si era limitato a vendere un prodotto del negozio ad una persona che lo aveva contattato sulla sua utenza telefonica. P.M. non poteva certo immaginare che il potenziale acquirente in realtà era l’ideatore della c.d. “truffa del bancomat”, un elaborato piano fraudolento molto diffuso in Italia negli ultimi anni che coinvolge sempre 3 soggetti, un acquirente (l’ideatore della truffa) e due venditori assolutamente ignari degli artifizi e dei raggiri che verranno perpetrati ai loro danni.

Il verdetto: assolto per non aver commesso il fatto

Il giudice del Tribunale di Matera ha analizzato attentamente la nuova documentazione prodotta in dibattimento e le dichiarazioni degli imputati, mandando assolto P.M. per non aver commesso il fatto e riservando in giorni 60 il deposito della motivazione.

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