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Truffava i risparmiatori, indagini chiuse per un direttore delle Poste nel Catanzarese

di Gabriella Passariello

Avrebbe indotto in errore due donne, titolari di due conti  aperti all’Ufficio postale, conseguendo  in un caso un ingiusto profitto di 48mila euro, nell’altro un vantaggio non dovuto di 83.200 euro. Due ipotesi di truffa aggravata, rispetto alle quali il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Marta Agostini ha chiuso le indagini nei confronti di Riccardo Cristiano, 41enne, direttore delle Poste di Decollatura, destinatario nel mese di maggio scorso di una misura cautelare agli arresti domiciliari vergata dal gip Rossella Prignani. Secondo le ipotesi accusatorie, l’uomo avrebbe invitato in più occasioni un’anziana donna a recarsi alla Posta di Decollatura, con la scusa di dover sistemare delle pratiche, talvolta anche andandola a prendere personalmente a casa e  abusando della sua posizione di incaricato di pubblico servizio, della fiducia che la vittima riponeva in lui, le avrebbe fatto firmare (approfittando della sua poca esperienza in materia) dei documenti relativi ad una serie di operazioni economico-finanziarie volte al rimborso di alcuni buoni dematerializzati a lei intestati, ottenendo una momentanea liquidità che provvedeva a versare sul conto dell’anziana donna per un importo totale di 190mila euro. Contestualmente all’insaputa della vittima, l’indagato le avrebbe attivato una carta postepay, dove faceva confluire parte delle somme di denaro ottenute, spostandole dal conto corrente della vittima sulla carta postepay per un importo totale di 20mila euro in data 10 novembre 2017 e di 29mila euro in data 19 aprile 2018.  Avrebbe effettuato, quindi, dalla data di attivazione della carta una serie di prelievi sulla carta postepay, per un totale di 48mila euro.  In un altro caso, Cristiano avrebbe proceduto ai danni di un’altra donna ad una serie di operazioni economico-finanziarie volte al riscatto di due polizze a lei intestate, ottenendo una momentanea liquidità che provvedeva a versare sul conto della vittima per un importo totale di 89.100,00 euro. A decorrere dal 1 ottobre 2016 e sino al 31 dicembre 2017 all’insaputa della donna, l’indagato avrebbe effettuato una serie di prelievi dal predetto conto corrente, impossessandosi della somma totale di 83.200mila euro circa.

 L’interrogatorio.  Cristiano assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Antonello Talerico, ha chiesto di essere sentito dalla Procura, che ha delegato per l’interrogatorio la Guardia di finanza., fornendo la sua versione dei fatti. Ha riferito di aver conosciuto l’anziana donna nel momento in cui la stessa assieme alla figlia si sono presentati nel suo ufficio per versare 10mila euro. La signora, avrebbe richiesto spesso il suo aiuto per effettuare qualsiasi tipo di operazione. Il rapporto tra i due poi sarebbe diventato confidenziale. “In un paio di occasioni mi sono recato nei pressi della sua abitazione per prendere la signora e accompagnarla con la mia auto nell’ufficio postale di Decollatura per procedere all’effettuazione di operazioni varie che avevano una certa urgenza per l’azienda”.  L’indagato ha dichiarato di non aver mai autonomamente proposto alla signora la richiesta di una carta postepay, ma sarebbe stata la stessa donna a chiedergli in modo generico di voler possedere una carta per avere autonomia di prelevamento sul conto corrente.

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