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Turista critica reparto pediatria di Catanzaro, genitori pazienti insorgono: “Tutto falso”

Non è piaciuta a buona parte dei genitori dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto di Pediatria dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio lo sfogo di una turista reso noto attraverso la stampa. La 43enne romana, madre di due gemelle, in vacanza a Catanzaro Lido, dopo le dimissioni delle piccole curate per gastroenterite ha definito l’esperienza “un incubo”.

Il racconto della turista

Dalle colonne di Gazzetta del Sud ha descritto le prestazioni ricevute in dieci giorni di degenza nel nosocomio catanzarese denunciando: “la mancanza di empatia e professionalità da parte del personale, soprattutto infermieristico”. Attraveso materiale fotografico ha documentato come ci siano “voluti almeni dieci tentavi prima di individuare la vena della bambina, bucata dappertutto, alle braccia, alle mani, ai piedi. Una volta trovata la vena, il braccio è stato fermato con un cartone fissato con lo scotch”. Peggiore l’esperienza vissuta, a suo dire dalla sorellina: “Non sono riusciti a trovare la vena – racconta la turista – a un centro punto gli infermieri si sono allontanati per reperire il materiale necessario che non avevano con sè, mentre il sangue zampillava. Alla fine, per trovare la vena, è stata portata due volte in sala operatoria per essere addormentata. Per tutto il tempo in cui sono rimasta ricoverata lì non ho ricevuto un minimo di assistenza, nessuno mi ha chiesto se avessi bisogno di qualcosa, anche semplicemente per potermi allontanare per andare in bagno. Una condizione simile a quella di altre mamme che non appena possibile hanno firmato per farsi dimettere dall’ospedale”.

Il racconto delle mamme ancora ricoverate

I genitori dei piccoli pazienti ancora ricoverati raccontano invece una realtà ben diversa. “Mi sento di poter parlare per conto di tutte le mamme che si trovano qui con i propri bambini – afferma F. T. – e dire che si tratta di un’interpretazione soggettiva dell’esperienza quella narrata dalla turista madre di due gemelle. I fatti non rispondono alla realtà che stiamo vivendo oggi in questo reparto. Da domenica sono qui ricoverata con mia figlia e posso assicurare che ciò che è stato denunciato non è vero. Dall’inserviente al primario, l’intera scala gerarchica è formata da persone fantastiche, disponibili sul profilo umano e psicologico nei confronti sia dei bambini sia dei genitori. Tra Covid ed emergenze bardati per ore continuano a dare assistenza e fare del proprio meglio, adoperandosi a 360 gradi, non negando mai un abbraccio ai piccoli che corrono nei corridoi. Siamo rimasti malissimo dopo aver appreso dello sfogo pubblico della signora che si trovava qui in vacanza. Questo è un reparto pulitissimo, dove i bambini giocano, le infermiere sono sempre presenti con parole dolci fornendo un supporto importantissimo ai familiari. Sempre, tutti i giorni, h 24. Ho provato a rintracciare chi ha scritto l’articolo, ma non ci sono riuscita. Vedere tanto impegno dei sanitari svilito così è antipatico”. (mti)

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