“Tutto in famiglia”, torna libero Michele Maio: era stato condannato quale capo della locale di San Martino

Revocata anche la misura di sicurezza dopo la revoca della misura di prevenzione: "Non c'è più pericolosità sociale"

Il magistrato di sorveglianza di Reggio Calabria, Serena Tortorici ha revocato anticipatamente la misura di sicurezza della libertà vigilata disposta a carico di Michele Maio con la sentenza “Tutto in Famiglia” ponendo fine al travagliato periodo della sua vita cominciato con la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, con cui era stato ritenuto al vertice della locale di San Martino. 
Già il Tribunale per le Misure di Prevenzione di Reggio Calabria (Natina Pratticò, presidente estensore, Giovanni Verardi e Jessica Merolla, giudici a latere) aveva in precedenza accolto l’istanza di revoca della Misura di Prevenzione formulata dall’avvocato Antonino Napoli nell’interesse di Michele Maio.
L’applicazione della misura di sicurezza da parte del Magistrato nei confronti del Maio era stata motivata in ragione della gravità del reato commesso, della sua posizione verticistica all’interno della consorteria criminale di appartenenza, dal pericolo di recidiva in relazione al “rischio di riallaccio dei legami con i sodali […] domiciliati nel territorio di residenza”, anche in considerazione dell’assenza di elementi specifici e concreti in grado di dimostrare l’effettiva maturata dissociazione dalla cosca di provenienza.

“Non c’è più pericolosità sociale”

La difesa, rappresentata dall’avvocato Antonino Napoli, nell’istanza di revoca anticipata della misura di sicurezza ha evidenziato l’assenza di attualità della pericolosità sociale di Maio, alla luce di quanto stabilito dal Tribunale di Reggio Calabria, Sezione Misure di Prevenzione, che, con ordinanza del 13.09.2023, aveva revocato la misura di prevenzione osservando che l’ottimo comportamento tenuto nel corso della reclusione, l’assenza di nuovi procedimenti, portano ad “escludere che, allo stato degli atti, la pericolosità sociale in precedenza manifestata da Maio Michele sia da ritenere ancora persistente”, reputandosi dunque che gli anni di detenzione scontati abbiano effettivamente contribuito all’evoluzione della personalità del soggetto verso un processo di rieducazione e risocializzazione.
Il magistrato, avendo accertato che effettivamente durante la sottoposizione alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. e poi alla misura di sicurezza non sono stati registrati rilievi di segno negativo, ha accolto l’istanza difensiva e, pertanto, il Maio è così tornato ad essere un uomo completamente libero.

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