Uccide il cognato a Reggio e si rifugia a Catanzaro: dopo l’arresto scatta per un rom la denuncia per favoreggiamento

Ricercato per l’omicidio del cognato Antonio Morelli, avvenuto a Reggio Calabria, Damiano Bevilacqua aveva trovato rifugio presso un parente

 La Squadra mobile di Catanzaro ha denunciato per favoreggiamento Antonio Passalacqua, di 50 anni, il rom che ha ospitato Damiano Bevilacqua, suo lontano parente, ricercato per l’omicidio del cognato Antonio Morelli, il ventinovenne ferito gravemente giovedì pomeriggio al Rione Marconi di Reggio Calabria e morto poco dopo al pronto soccorso. Bevilacqua, infatti, è stato trovato ieri mattina all’alba in un appartamento nel quartiere Aranceto del capoluogo dagli agenti della mobile di Reggio Calabria, guidati da Alfonso Iadevaia e coadiuvati sul territorio dalla mobile di Catanzaro, diretta da Fabio Catalano.

Il tentativo di fuga

Il tentativo di fuga

Il blitz è scattato ieri mattina e alla vista della polizia, sentendosi braccato, Bevilacqua, 30 anni, ha accennato a una fuga cercando di nascondersi all’interno dell’appartamento per poi non opporre alcuna resistenza. Secondo quanto è emerso dalle indagini, l’omicidio è avvenuto nel corso di una lite scatenatasi dopo un diverbio, avvenuto giovedì mattina, tra la sorella della vittima e il marito, Damiano Bevilacqua appunto. Qualche ora più tardi Antonio Morelli, insieme al fratello Gianluca, si è recato sotto casa della sorella dove ha incontrato Bevilacqua. Tra i tre è sorta subito una discussione al culmine della quale il cognato dei fratelli Morelli ha sparato con una pistola un solo colpo all’indirizzo di Antonio, dandosi immediatamente alla fuga. Accompagnato dal fratello in ospedale, Morelli è morto poco dopo mentre Bevilacqua aveva intanto deciso di allontanarsi da Reggio Calabria.

Il rifugio presso la locale comunità rom

Da subito gli inquirenti hanno cercato di rintracciarlo e dalle prime risultanze investigative erano emersi elementi per i quali la squadra mobile ha avuto la certezza che il giovane aveva lasciato la città trovando ospitalità dalla comunità rom di Catanzaro. Così è stato e lì la polizia gli ha notificato un provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Reggio, che adesso dovrà essere convalidato entro 48 ore dal gip di Catanzaro. Quest’ultimo, con ogni probabilità, dichiarerà la sua incompetenza territoriale in relazione all’omicidio e trasmetterà il fascicolo al gip di Reggio Calabria che dovrà decidere nei prossimi giorni se firmare un’ordinanza di custodia cautelare.

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