Uccisero il figlio con un’autobomba a Limbadi, Rosaria Scarpulla candidata a Bologna

La mamma di Matteo Vinci ha partecipato alla conferenza stampa per la presentazione del candidato a sindaco Luca Labanti. "Sarò la voce di mio figlio finché avrò vita" ha affermato

Era presente anche Sara Scarpulla, la mamma di Matteo Vinci – biologo ucciso con un’autobomba a Limbadi (Vibo Valentia) nell’aprile 2018 per via del rifiuto a cedere le terre di famiglia al clan della ‘ndrangheta dei Mancuso – alla conferenza stampa che si è tenuta a Bologna per la presentazione del candidato a sindaco Luca Labanti. Sara Scarpulla – candidata al Consiglio regionale della Calabria nella lista del Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale (a sostegno del candidato presidente Luigi de Magistris) – è infatti pure nella lista del candidato a sindaco Labanti quale aspirante consigliere comunale di Bologna.

“Sarò la voce di mio figlio finché avrò vita”

“Sarò la voce di mio figlio finché avrò vita”

“Sarò la voce di mio figlio Matteo finché avrò vita – ha affermato all’AGI Sara Scarpulla – e con il candidato Labanti ci uniscono gli stessi ideali. Porto avanti un impegno in prima linea contro la criminalità ed ho accettato di buon grado la sua proposta di stargli accanto per dare luce al Movimento. Anche Bologna ha bisogno di un impegno nella lotta alla criminalità ed io prima ancora di essere meridionale mi sento cittadina italiana e per questo ho aderito al progetto di Labanti. Ho visto oggi gente commuoversi nell’ascoltare la mia storia e la triste fine di Matteo”. Per l’autobomba costata la vita a Matteo Vinci ed il ferimento del padre Francesco Vinci si trovano sotto processo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro alcuni componenti della famiglia di ‘ndrangheta dei Mancuso-Di Grillo. Il candidato a sindaco Luca Labanti è intenzionato a voler istituire con Sara Scarpulla un assessorato alla legalità al Comune di Bologna in caso di vittoria. “La storia personale e l’esperienza acquisita sul campo nella difesa dei diritti esposti ai soprusi delle organizzazioni criminali rende Sara Scarpulla – ha affermato Labanti – un simbolo che invita noi tutti a ricordarci di non abbassare mai la guardia”.

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