Ucciso e sciolto nell’acido “per errore”, i familiari rifiutano il risarcimento

Entrambi gli uomini arrestati per l'omicidio hanno offerto 30 mila euro ciascuno, più alcuni immobili del valore stimato di 120mila euro
ucciso per errore

Il figlio, del tutto estraneo ad ambienti criminali, fu ucciso e sciolto nell’acido “per errore”. Alla vigilia dell’udienza preliminare i due assassini, entrambi legati a un clan della camorra, hanno proposto un risarcimento, che però i genitori – riferiscono Il Mattino e Repubblica Napoli – hanno rifiutato: sarà il giudice a decidere.

La famiglia: “Chiediamo giustizia”

La famiglia: “Chiediamo giustizia”

Giulio Giaccio, 26 anni, fu ucciso il 30 luglio 2000 a Pianura, un quartiere della periferia occidentale di Napoli, vittima di uno scambio di persona. I due uomini arrestati per l’omicidio, Salvatore Cammarota e Carlo Nappi, già condannati in passato per associazione camorristica e legati al clan Polverino, hanno fatto pervenire ai genitori una offerta di risarcimento del danno. Nappi ha offerto 30mila euro, Cammarota altri 30mila, più alcuni immobili del valore stimato di 120mila euro. Si tratta, sostengono, del “massimo sforzo economico” che possono sostenere. I familiari della vittima innocente di camorra hanno però respinto l’offerta al mittente: “Confidiamo esclusivamente nelle determinazioni dell’autorità giudiziaria. Chiediamo giustizia per chi ha spento il sorriso di Giulio”, hanno detto. Domani l’udienza preliminare.

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