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Udc, si riparte con Graziano e Arilotta. Le dimissioni di Fedele e il “caso Catanzaro”

di Bruno Mirante – L’Unione di Centro calabrese si riorganizza per affrontare la sfida della ricomposizione di un’area centrista, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, e si prepara per la celebrazione dei congressi per il rinnovo delle cariche. Il segretario nazionale Lorenzo Cesa ha provveduto, d’intesa con il segretario regionale ed assessore regionale al Bilancio e Personale, Franco Talarico, a nominare due vicesegretari: Giuseppe Graziano, Presidente del Gruppo Udc in Consiglio regionale, che avrà anche il ruolo di vicario, e Paolo Arilotta. La nomina del consigliere regionale si colloca sulla scia della “ricomposizione” dei rapporti tra Graziano e Talarico, dopo le furenti polemiche interne che la nomina assessorile assegnata al segretario regionale “senza un confronto preliminare nel partito”, aveva determinato nell’Udc calabrese.

“Non era più procrastinabile una decisa fase riorganizzativa del partito, capace di rimettere al centro dell’impegno politico i valori della militanza, dell’appartenenza e del radicamento territoriale – fa sapere il Segretario nazionale Lorenzo Cesa – il tutto nella prospettiva di rendere ancora più efficaci e forti le battaglie dell’Unione di Centro tanto nelle sedi istituzionali quanto nelle periferie della regione. Per fare ciò – aggiunge Cesa – si impone l’esigenza di dare una nuova organizzazione territoriale al partito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali per le amministrative che si terranno in diversi comuni della Calabria, ma anche per le prossime ed imminenti elezioni regionali dove l’Udc vuole continuare ad essere una forza protagonista delle scelte e degli indirizzi di governo nella memoria di una grande protagonista della politica regionale, qual è stata la presidente Jole Santelli”.
Sono stati nominati, inoltre, i nuovi commissari provinciali di Catanzaro (Giovanni Merante), Cosenza (Giovanni Simone Bitonti) e Reggio Calabria (Roberto Vizzari) ai quali si uniranno, nei prossimi giorni, i responsabili di Crotone e Vibo Valentia.

Gigi Fedele lascia lo Scudo crociato

Non solo nomine ma anche addii. L’ex vice coordinatore regionale Gigi Fedele (ed ex assessore regionale) lascia lo Scudo Crociato. “In due anni, abbiamo resuscitato un morto, l’Udc non esisteva più ma insieme al lavoro certosino fatto con tanti amici che hanno dato il loro prezioso apporto, abbiamo contribuito alla rinascita del partito – afferma l’ex vice coordinatore -. Nelle ultime elezioni regionali ci eravamo riusciti eleggendo due consiglieri e ottenendo un assessore. Dopo queste elezioni però, abbiamo più volte manifestato al segretario nazionale Cesa il malessere presente che arriva da più parti della Calabria, abbiamo richiesto maggiore attenzione nei riguardi di chi ha lavorato senza sosta alla rinascita dell’Udc. Purtroppo, non siamo stati ascoltati eppure, al leader nazionale non potevano sfuggire i risultati raggiunti dall’Unione di Centro nelle altre Regioni d’Italia dove il partito è quasi scomparso. Il segretario nazionale non ha nemmeno preso in considerazione la serie di sconfitte che, in questi ultimi 5 anni, il coordinatore regionale ha registrato su tutto il territorio, insuccessi però premiati a discapito di tutti coloro che hanno contribuito e portato risultati positivi al partito. Prendo atto che l’Udc in Calabria ruoti intorno ad una sola persona e questo non credo sia giusto. Quindi, dopo una breve ma intensa avventura, lascio l’Unione di Centro dove credo di aver dato il mio contributo facendo risorgere un partito quasi scomparso sul territorio e ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in questo progetto specialmente i candidati che hanno ottenuto risultati pregevoli. Ricordiamo che a Reggio Calabria nelle ultime amministrative, abbiamo preso l’11% senza dimenticare il lavoro fatto anche nelle altre province calabresi. Nei mesi scorsi, avevamo lanciato un forte segnale quando abbiamo detto che a Reggio Calabria non c’erano le condizioni per fare una lista da presentare alle amministrative del Comune ma non è stato percepito. Alla luce di questi fatti e per l’impegno che ci vorrà per le prossime regionali, – conclude Fedele – per quanto mi riguarda non ci sono le condizioni per proseguire questa avventura. Senza nessuna polemica, lascio l’Udc a chi saprà fare meglio di me e potrà dare al partito un altro futuro anche se, ho qualche dubbio” .

La replica di Talarico

Non si è fatta attendere la replica del commissario regionale Franco Talarico: “Esprimo davvero tutto il mio rammarico per le parole utilizzate da chi, arrivato da poco nel nostro partito, è stato accolto con grande disponibilità, anche in virtù dell’antico rapporto di amicizia che ci lega, e ha avuto a disposizione ruoli di primo piano. Appena due anni fa Luigi Fedele è stato candidato capolista alla Camera nel collegio plurinominale di Reggio Calabria, quindi utile a una possibile elezione, e ha poi ricoperto il ruolo di vice segretario regionale”.

“Insieme al segretario nazionale Lorenzo Cesa – afferma Talarico – abbiamo voluto riorganizzare l’Udc in Calabria e a Reggio. Dopo l’ottimo risultato ottenuto alle ultime elezioni regionali, quando il partito ha raggiunto l’11% in riva allo Stretto, alle ultime comunali non è stata neanche presentata la lista. E’ stato dunque assolutamente necessario, così come condiviso con Cesa e gli altri esponenti dell’Udc, procedere ad un riassetto sul territorio della Città Metropolitana. Non si poteva lasciare proseguire una dinamica in cui il confronto politico è stato sostituito dalle ambizioni personali o da rivendicazioni territoriali che nulla avevano a che fare con il nostro progetto politico e che hanno determinato, volutamente, la mancata presentazione della lista”. “Sono certo che Paolo Arillotta nel ruolo di vicesegretario regionale e Roberto Vizzari in quello di Commissario per la Città Metropolitana sapranno ridare slancio all’area moderata che sempre ha avuto un grande peso in Calabria e continuerà ad averlo anche in futuro. In questi mesi saremo chiamati ad un grande sforzo e ad un grande senso di responsabilità – dice ancora Talarico – e presto saremo chiamati a dare un nuovo governo alla Calabria. L’Udc ha il dovere di lavorare per dare rappresentanza alle istanze dei cittadini che credono nei valori della moderazione, nei principi della dottrina sociale della Chiesa e, più in generale, hanno diritto ad una classe dirigente forte e autorevole che sappia tenere la barra dritta in un momento storico così complicato e tenere viva l’eredità politica e morale che ci ha lasciato la governatrice Jole Santelli purtroppo scomparsa prematuramente, ma che in pochi mesi ha dato la dimostrazione che per la nostra Regione esiste una speranza e che il buon governo è possibile”.

“L’Udc del resto – conclude Talarico – negli ultimi 20 anni in Calabria ha avuto sempre risultati importantissimi e superiori a quelli avuti in altre Regioni italiane, spesso anche a due cifre. Forse per questo c’è fiducia in chi, con grande coerenza e linearità anche nei momenti difficili, l’ha rappresentata. Non mi pare, dunque, che nessuno abbia potuto resuscitare un partito che è sempre stato vivo e vegeto. Forse è vero il contrario: l’Udc ha resuscitato qualcuno che era rimasto fuori dal palcoscenico politico”.

 

Il caso Catanzaro: il gruppo consiliare crescerà di due unità?

Il partito catanzarese negli ultimi mesi ha vissuto momenti contrastanti. Da una parte ha incassato l’ingresso di due consiglieri comunali del capoluogo: Giovanni Merante e Antonio Trifiletti dopo un percorso burrascoso in Forza Italia (dopo le elezioni provinciali del 2018 hanno lasciato il partito di Berlusconi ingaggiando uno aspro scontro con i vertici provinciali di Fi) e dopo essere transitati nel Misto, hanno “aderito con convinzione al progetto dell’Udc”. Per Merante, che ne è stato uno dei fondatori, si tratta di un ritorno a casa. Era il il 1998 infatti, quando il politico catanzarese ha assunto il ruolo di assessore provinciale dell’Udc per poi diventare, l’anno successivo, segretario del partito. Dall’altra, a poche settimane di distanza, erano arrivate, con una nota nella quale non veniva nemmeno menzionato il commissario regionale Talarico, le dimissioni dal ruolo di commissario provinciale di Catanzaro di Tommaso Brutto che, tuttavia, aveva espresso soddisfazione per i nuovi ingressi nello scudocrociato. Ma Brutto è anche il capogruppo del “monogruppo” dell’Udc in Consiglio comunale e a lui spetta l’ultima parola sull’adesione anche nell’assise cittadina di Merante e Triffiletti. Lo statuto comunale, infatti, assegna proprio alla figura del capogruppo la facoltà di scegliere i propri compagni di viaggio quando l’adesione di nuovi consiglieri eletti in altre liste (come nel caso in questione) avviene a consiliatura avviata. Un’adesione che ad oggi non è giunta sul tavolo del presidente del consiglio comunale Marco Polimeni nonostante Merante e Trifiletti abbiamo annunciato a mezzo stampa l’ingresso nel partito ad agosto scorso e che produce l’effetto paradossale che il neo-commissario provinciale dell’Udc, Merante, sieda nei banchi del Misto mentre Brutto prosegue nel rappresentare in aula il capogruppo di se stesso. Fonti interne al partito assicurano che già domattina la richiesta di adesione al gruppo consiliare sarà formalizzata. In caso di via libera da parte di Brutto si formerebbe un gruppo di tre consiglieri comunali che nell’eventualità di un rimpasto di Giunta (con Abramo la possibilità è sempre dietro l’angolo) potrebbe reclamare un posto nell’esecutivo comunale.

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