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“Un danno di malasanità”, Asp Reggio condannata ma Nicola aspetta risarcimento

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“Un danno di malasanità”. Queste le parole usate da Cosimo Romeo in merito alla grave disabilità provocata al figlio Nicola. Papà Cosimo, in riferimento al danno di malasanità al proprio figlio, con una pec inoltrata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla Presidente della Regione Calabria Jole Santelli, al Presidente del Consiglio Regionale Tallini, al Commissario ad Acta Saverio Cotticelli, alla Triade, Commissione Straordinaria dell’ASP di Reggio Calabria G. Meloni – M. C. Ippolito – D. Giordano, al Prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, al Questore di Reggio Calabria, al Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, al Ministro della Salute Roberto Speranza, al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, all’Onorevole Francesco Sapia, all’Unione delle Associazioni di categoria per la tutela dei disabili, illustra il calvario che la famiglia romeo vive da 21 anni sulla vicenda, già denunciata dall’Associazione “Amici di Nicola” organizzazione di volontariato per la tutela dei diritti delle persone con disabilità

“Il Tribunale di Locri con sentenza n. 74/2020 del 24/01/2020 Repert. N. 123/2020 condanna l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria al risarcimento danni per malasanità nei confronti di del figlio Romeo Nicola e ai suoi familiari, ma la parte soccombente che doveva eseguire la sentenza pagando il risarcimento ad oggi non ha provveduto a liquidare quando dovuto omettendo gli atti d’ufficio, quindi nessun cenno di riscontro in termini di pagamento è giunto alla famiglia Romeo. Inoltre, informa che ben due diffide sono già state recapitate agli uffici legali della ASP di Reggio Calabria, di cui la prima il 24 giugno 2020 dunque decorsi i 120 giorni previsti eguale termine di legge per la liquidazione dell’inteso titolo esecutivo, ed una seconda in data 21 settembre 2020, ma sembrano rimaste lettera morta.

“Non esistono cifre che possano restituire la normalità a Nicola”

In merito a ciò, ritengo inaccettabile la linea del silenzio dell’Azienda Sanitaria soccombente, ed il totale disinteresse della politica regionale calabrese già informata sui fatti. Inoltre, in data 23 Settembre 2020 è stata presentata un’Interrogazione Parlamentare a risposta scritta, a firma dell’Onorevole Sapia Francesco, al Ministro della Salute, quindi il caso in questione è anche all’attenzione dell’On. Roberto Speranza in cui confidiamo una presa di posizione che illustri quali provvedimenti urgenti intende prendere affinché venga eseguita la sentenza e quindi, erogato il risarcimento. E sottinteso, che non esistono cifre che possono restituire la normalità, il futuro ed i sogni che sono stati rubati a Nicola ed alla sua famiglia che da 21 anni vive in simbiosi con lui una vita di sacrifici, tuttavia c’è una sentenza che va rispettata.

Omissioni di chi dovrebbe eseguire la sentenza”

Infine, affinché si eviti che “al danno si aggiunga la beffa” in quanto, i fatti occorsi risalgono al 1999 quindi, e ritiene che sia inaccettabile che un ragazzo reso disabile gravissimo sin dalla tenera età di cui la ASP di Reggio Calabria è stata condannata, dopo tanti anni di battaglie legali ad oggi, all’età di 21 anni, non possa vedere giustizia per l’inerzia e le omissioni di chi dovrebbe eseguire la sentenza. Pertanto, contestualmente, diffida le Autorità Regionali e Provinciali responsabili (sia sanitarie che politiche) ad adoperarsi ognuno per competenza ad eseguire la sentenza e quindi a liquidare il risarcimento in essa indicato, e contestualmente informa, qualora entro 10 giorni non giungesse una risposta che ponga rimedio alla problematica, entro 10 giorni la Famiglia Romeo insieme alle Associazioni di categoria nonché, a liberi cittadini e volontari avvierà un pacifico Sit-In, quindi uno sciopero che consisterà in una manifestazione ad oltranza in catene presso la sede della ASP di Reggio Calabria finché non verranno date certezze sul pagamento del risarcimento in questione. In conclusione, prega le Onorevoli Autorità, ognuno per competenza, al fine di evitare e scongiurare azioni clamorose anzidette, di dare risposte e/o intervenire con cortese urgenza.”

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