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“Un minuto in più e sarebbe morto”, carabinieri si fanno strada nel traffico e salvano un neonato

Via Gerardo Chiaromonte, una strada intitolata da pochi anni nel dedalo di vie per anni senza nome a Napoli Est. Mancano venti minuti alle 6 del pomeriggio, un’auto richiama l’attenzione. Motivo? È veloce come una scheggia impazzita ma la descrizione di chi è nella vettura non corrisponde a quella classica di “personaggi poco raccomandabili”. Dal parabrezza si vede chiaramente cosa sta accadendo: c’è un uomo pallido che corre al volante e una mamma che stringe un fagotto avvolto in una coperta. Dentro c’è suo figlio, 1 mese di vita, cianotico. La pattuglia di carabinieri della stazione di Barra è poco lontana. Sente il motore, l’incessante incedere del clacson per farsi largo. Entrambi i militari sono genitori: capiscono cosa devono fare in un batter d’occhio. Ed è una fortuna.

L’intervento dei carabinieri

Si fanno largo con lampeggianti e sirene. Si piazzano davanti alla loro auto e gli fanno segno di seguirli. Aprono la strada,  tagliano il traffico come un coltello caldo fa col burro. In pochi istanti sono nel pronto soccorso di Villa Betania, scortano la madre e il piccolo all’interno e lo affidano ai medici. Davanti ai loro occhi quel piccolo corpicino viene intubato. Le mani dei medici battono forte sul suo petto per un massaggio cardiaco. Il suo cuore ha smesso di battere, è in arresto cardiocircolatorio. Il tempo si ferma, un silenzio irreale piomba nella stanza. Il bimbo piange: è vivo ed è salvo. Per i medici “un minuto in più e sarebbe morto”, per i genitori e i carabinieri una fiaba dell’orrore ma dal lieto fine. Il piccolo ora sta bene, ancora tra le braccia della madre grata di aver incontrato due angeli in uniforme. Questa volta sul volto solo sorrisi e il regalo di Natale più bello già scartato.

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