Un’accoglienza abitativa temporanea per i detenuti che stanno per lasciare il carcere di Catanzaro

Al via il progetto 'Casa Mia', finalizzato a realizzare interventi di accoglienza residenziale in favore di soggetti in esecuzione penale intramuraria ed esterna
carcere di catanzaro

È stato stipulato ieri un protocollo di Intesa tra l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Catanzaro,il carcere ‘Ugo Caridi’ e la Caritas diocesana di Catanzaro-Squillace per avviare il progetto ‘Casa Mia’, finalizzato a realizzare interventi di accoglienza residenziale in favore di soggetti in esecuzione penale intramuraria ed esterna.

Il contenuto dell’accordo

Il contenuto dell’accordo

L’accordo, stando a quanto si legge in una nota, “prevede interventi di accoglienza abitativa temporanea e di inclusione sociale rivolti ai dimittendi, ossia ai destinatari di un procedimento di scarcerazione. Infatti la fuoriuscita dall’ambiente detentivo è un momento estremamente delicato per chi si trovi in difficoltà economiche e senza reti familiari, per cui l’obiettivo del progetto sarà favorire il reinserimento sociale, la presa in carico e l’ accompagnamento dei soggetti beneficiari degli alloggi. La Caritas, attraverso i fondi CEI 8×1000, ha messo a disposizione quattro appartamenti siti nel quartiere nord di Catanzaro, con un contratto di locazione fino al 31 dicembre 2023”.

A chi saranno destinate?

Le abitazioni saranno, inoltre, destinate ai familiari dei reclusi per il tempo necessario per espletare i colloqui visivi con il proprio congiunto, favorendo le situazioni di notevole distanza geografica tra il luogo di residenza e il luogo di detenzione. Gli alloggi potranno anche essere sfruttati dai detenuti senza fissa dimora o soggetti di nazionalità straniera per la fruizione di permessi premio o per la concessione di una misura alternativa, qualora presentino esigenze abitative temporanee e urgenti.

Entusiasmo e senso di carità

L’importanza dell’iniziativa e del coinvolgimento delle associazioni di volontariato è sottolineata dalla direttrice della Casa circondariale di Catanzaro, Patrizia Delfino e dal direttore dell’UIEPE, Emilio Molinari, il cui personale sarà impegnato a segnalare i casi al referente Caritas per concordare le concrete modalità operative e di accoglienza dei beneficiari. Entusiasmo e senso di carità verso le persone in difficoltà è ciò che anima gli operatori Caritas ed i volontari ex art. 78 o.p., coordinati dal sacerdote Sergio Pulitanò, che hanno già attivato interventi di aiuto, sostegno e controllo finalizzati alla rieducazione dei condannati. Un bel banco di prova per il primo beneficiaro dell’alloggio che ha firmato una ” dichiarazione di impegno” e sta intraprendo il suo percorso di riabilitazione sociale, tentando di superare lo stigma legato all’esperienza restrittiva vissuta.

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