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Undici metri ancora fatali per la Reggina: contro il Lecce arriva il secondo ko consecutivo

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di Antonio Battaglia – Col minimo indispensabile il Lecce espugna il “Granillo” e conquista tre punti d’oro contro la Reggina di Baroni, costretta invece a rimediare il secondo ko consecutivo. Gli amaranto fanno di tutto per autocondannarsi all’ennesima battuta d’arresto: subisce gol dopo aver creato una mole enorme di gioco, fallisce un calcio di rigore, non riesce a concretizzare le numerose occasioni da rete nonostante la superiorità numerica. Un altro pomeriggio da dimenticare per i Gallo boys, che ora si ritrovano a un solo punto dalla zona playout.

Primo tempo

Nei primi istanti del match va in scena il forcing degli amaranto, che costringono il Lecce a rifugiarsi nella propria trequarti. Il primo brivido, però, lo creano i padroni di casa al minuto 12 con un destro a incrociare di Tachtsidis che termina a lato. Dopo cinque minuti i pugliesi rilanciano con una conclusione di Stepinski che finisce alta sopra la traversa. Al 19′ episodio dubbio con un tentativo di Rivas smorzato da Dermaku: i locali chiedono il tocco di mano, ma il direttore di gara opta per la prosecuzione dell’azione di gioco.

La Reggina spinge con generosità e si rende pericolosa con le conclusioni di Di Chiara e Del Prato, ma a passare in vantaggio sono incredibilmente i giallorossi: cross di Adjapong, tacco sul primo palo di Stepinski che batte Nicolas con la complicità della deviazione di Del Prato. La reazione amaranto arriva alla mezz’ora con una conclusione in diagonale di Rivas che chiama Gabriel alla respinta in uscita. A sfiorare il gol, però, è ancora il Lecce con un tiro di Massimo Coda dall’interno dell’area che finisce di poco alto sopra la traversa. Baroni intuisce il momento delicato e opta per l’ingresso di Menez, che al 47′ impensierisce Gabriel con una conclusione dal limite.

Secondo tempo

La ripresa inizia con un’altra nota stonata per la Reggina, che perde per infortunio anche Charpentier: al suo posto, Baroni manda in campo il Tanque Denis. Un paio di minuti dopo, i padroni di casa sprecano clamorosamente la chance del pari: il direttore di gara ravvisa un fallo in area di Lucioni e comanda il penalty, ma dal dischetto Menez si fa ipnotizzare da un grande Gabriel.

La Reggina non accusa il colpo e continua a macinare occasioni, impattando sull’ottimo meccanismo difensivo messo in atto dal Lecce. Corini intuisce il momento delicato e opta per gli ingressi di Listkowski e Majer. Gli amaranto insistono con un baricentro alto e al 65′ sfiorano il pari con un colpo di testa di Loiacono che viene respinto sulla linea da Meccariello. Un minuto dopo il Lecce rimane in dieci uomini causa doppia ammonizione comminata a Coda e la Reggina prova ad approfittarne.

Baroni prova le sue ultime carte offensive mandando in campo Micovschi e Bellomo ma, nonostante la superiorità numerica, la Reggina non trova l’occasione giusta. Al 74′ Folorunsho calcia di poco alto dal limite dell’area, mentre sei minuti dopo è Liotti a dare l’illusione del gol con un tiro che finisce sull’esterno della rete. Il finale è un autentico monologo a tinte amaranto: al minuto 82 Micovschi, complice una deviazione, spedisce di poco alto, mentre qualche secondo dopo è Cionek a sfiorare lo specchio con un colpo di testa che termina però a lato. La Reggina continua a macinare sortite offensive, ma nulla può di fronte alla resistenza stoica dei pugliesi che portano a casa tre punti d’oro.

 

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