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Università calabresi: in Italia crollano le iscrizioni, all’Unical aumentano del 10%

L’Università della Calabria fa registrare un dato in controtendenza rispetto alla media nazionale dove le immatricolazioni sono diminuite del 3%. Le rilevazioni vedono l’ateneo cosentino doppiare l’Università di Bologna, tra le poche che hanno avuto un aumento degli iscritti, con il 4% contro il 10% dell’Unical. Estremamente positivo il bilancio delle immatricolazioni ai corsi di laurea triennali e a ciclo unico dell’UniCal per il nuovo anno accademico. Le nuove iscrizioni hanno fatto registrare un incremento di 385 studenti. Circa il 10% in più rispetto all’anno precedente: si è passati da 3.886 nuovi iscritti a 4.271. Un dato significativo, che consolida il trend positivo registrato dall’ateneo calabrese negli ultimi anni, in controtendenza rispetto al dato nazionale che lo scorso anno ha fatto registrare un calo del 2,8% nel Paese, con un deficit ancora più accentuato nelle regioni del Sud. Ed il numero di iscritti all’Università della Calabria è destinato a salire ulteriormente al termine della fase di ammissione posticipata, quella che mette a concorso i posti rimasti liberi in alcuni corsi di laurea.

Università della Calabria al primo posto per qualità dei servizi offerti

Il risultato lusinghiero dell’UniCal è stato favorito da un’offerta formativa innovativa e di qualità in un ateneo che, come rilevato dalla classifica Censis, risulta essere tra i migliori del Paese e al primo posto per qualità dei servizi offerti agli studenti. Va, inoltre, evidenziata la lungimirante scelta dell’ateneo di aumentare, nel rispetto dei vincoli normativi e dei requisiti didattici di sostenibilità, il numero di posti disponibili per alcuni corsi di laurea che avevano ricevuto molte richieste, andando così incontro alle esigenze di tantissimi ragazzi che hanno scelto l’UniCal per i loro studi universitari. “Non era assolutamente scontato registrare un dato così positivo sulle iscrizioni – ha dichiarato il rettore, Nicola Leone -. Si temeva il rischio di una contrazione, specie nelle regioni del Sud, per il delicato momento economico che il Paese sta attraversando. Rilevo con piacere che le nuove generazioni mostrano di avere ben chiaro che la scelta di un’università valida, vicina alle loro esigenze e adeguata alle richieste del mondo del lavoro, rappresenta oggi più che mai un investimento personale strategico per il loro  futuro e per la loro crescita culturale”.

 

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