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Uragano ‘Dorian’, South Carolina evacua costa

Il governatore del South Carolina, Henry McMaster, ha ordinato evacuazioni obbligatorie per l’intera costa dello stato in attesa dell’arrivo dell’uragano Dorian. L’ordine riguarda circa un milione di persone.

Dorian, con tutta la sua forza da uragano di categoria 5, è attualmente sulle Bahamas, dove sta scaricando la sua furia. Secondo le prime informazioni i danni sono già ingenti, con una parte di Marsh Harbon, cittadina di 6.000 persone alle isole Abaco, “sott’acqua” e residenti disperati che cercano rifugio dopo che le loro abitazioni hanno perso il tetto.

“Pregiamo per i residenti delle Bamahas, colpiti come mai prima da un uragano di categoria 5 con venti di quasi 320 chilometri all’ora”. Lo twitta Donald Trump riferendosi all’impatto di Dorian sulle isole.

Dorian è il secondo uragano più forte mai registrato nell’oceano Atlantico dopo Allen nel 1980, e potrebbe uguagliare per la forza dell’impatto a terra il primato dell’uragano del Labor Day del 1935.

La furia dell’uragano Dorian si avvicina alla Florida e minaccia 10 milioni di persone. L’uragano si rafforza: è ormai di categoria 5, “estremamente pericoloso”. “Potrebbe essere devastante” avverte Donald Trump. I preparativi sono in corso in tutto lo Stato, visto che non si riesce a prevedere con esattezza la traiettoria dell’uragano: le ultime rilevazioni segnalano un cambio di rotta, con Dorian che potrebbe abbattersi solo sulla costa risparmiando l’interno. Ma nulla è dato per certo anche perché i primi effetti dell’uragano iniziano a sentire, con l’acqua alta a Miami e alcune inondazioni in città: a preoccupare è il fatto che di avvicina durante la stagione delle onde giù più alte dell’anno. Evacuazioni obbligatorie sono state disposte in alcune aree dello stato, quelle ritenute al momento nel mirino di Dorian. Fra queste c’è la contea di Brevard, ma anche quelle di Palm Beach e Martin.

L’allerta comunque è altissima: “Dobbiamo sperare per il meglio e prepararci per il peggio” è il mantra di queste ore in Florida. Dorian è potenzialmente uno degli uragani del “peggior tipo”, di quelli che “trascorrono troppo tempo” sulle aree metropolitane, avvertono gli esperti, che temono che la Florida sia nella morsa di Dorian per più giorni. Il presidente Donald Trump si mantiene in contatto diretto con le autorità locali e segue gli sviluppi da Camp David, dove fa il punto con la Federal Emergency Managament Agency, la protezione civile americana. “Dorian potrebbe essere devastante” avverte il presidente, non dicendosi preoccupato per Mar a Lago, la Casa Bianca d’Inverno.

Il resort del presidente è infatti nel mirino di Dorian, ma il tycoon non sembra agitato: “È una struttura forte, ce la farà”. Non ostenta la stessa sicurezza Rick Gonzalez, architetto di West Palm Beach che ha lavorato a Mar a Lago per 25 anni. Secondo Gonzalez, è da incubo l’ipotesi che un urgano di categoria 4 possa abbattersi sul resort. I residenti fanno le scorte di cibo e acqua, che inizia a scarseggiare. Molti benzinai nello stato sono a secco. Le società della rete elettrica hanno inviato rinforzi per far fronte a possibili blackout. Le due centrali nucleari della Florida sono pronte a chiudere i battenti e fermare tutte le operazioni nel caso in cui fosse confermata la traiettoria di Dorian, che al momento sembrerebbe colpirle anche se non direttamente. Molte università hanno sospeso le lezioni e chiuso almeno fino a martedì. Tutti sono insomma con il fiato sospeso e attendono di capire come e quanto ancora si rafforzerà Dorian. E, soprattutto, si preparano alla conta dei danni, stimati al momento fra i 18 e i 20 miliardi di dollari.

Redazione Calabria 7

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