Usura e tentata estorsione: finisce in manette un commerciante di Cutro

Nel pomeriggio del 2 febbraio 2021 i militari della Stazione di Cutro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Crotone, dott. Michele Ciociola, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Ines Bellesi, nei confronti di M.A., sessantunenne originario di Cutro, titolare di un esercizio commerciale.

Al destinatario del provvedimento restrittivo vengono contestati i reati di usura e di tentata estorsione. Le complesse ed articolate indagini, iniziate verso la fine dello scorso anno e rese ancora più difficoltose dal silenzio delle vittime, hanno fatto luce su un presunto giro di usura che avrebbe il punto nevralgico presso l’esercizio commerciale dove il sessantunenne, approfittando della gestione della propria attività commerciale, aveva la possibilità di adescare le proprie vittime, le quali, a garanzia della restituzione del credito, erano costrette a lasciare la carta del reddito di cittadinanza al proprio aguzzino, che la utilizzava indebitamente. La gravità degli episodi documentati, in particolar modo nel contingente periodo di emergenza sanitaria che tanto sta condizionando particolari categorie sociali più deboli, induce l’Arma dei Carabinieri a rinnovare l’appello a denunciare sempre ogni sopruso e a non cedere ad alcun ricatto. Le indagini proseguono perché sarebbero ancora al vaglio degli investigatori le posizioni di diverse persone incappate nella rete dell’aguzzino.

Al destinatario del provvedimento restrittivo vengono contestati i reati di usura e di tentata estorsione. Le complesse ed articolate indagini, iniziate verso la fine dello scorso anno e rese ancora più difficoltose dal silenzio delle vittime, hanno fatto luce su un presunto giro di usura che avrebbe il punto nevralgico presso l’esercizio commerciale dove il sessantunenne, approfittando della gestione della propria attività commerciale, aveva la possibilità di adescare le proprie vittime, le quali, a garanzia della restituzione del credito, erano costrette a lasciare la carta del reddito di cittadinanza al proprio aguzzino, che la utilizzava indebitamente. La gravità degli episodi documentati, in particolar modo nel contingente periodo di emergenza sanitaria che tanto sta condizionando particolari categorie sociali più deboli, induce l’Arma dei Carabinieri a rinnovare l’appello a denunciare sempre ogni sopruso e a non cedere ad alcun ricatto. Le indagini proseguono perché sarebbero ancora al vaglio degli investigatori le posizioni di diverse persone incappate nella rete dell’aguzzino.

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