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Va al bar per comprare le sigarette e lo rapinano: in tre finiscono a processo a Vibo

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Entra in un bar per acquistare un pacchetto di sigarette e lo rapinano di tutti i risparmi che per paura portava sempre con sé: oltre duemila euro in contanti. La Procura guidata da Camillo Falvo ritiene di aver fatto piena luce su una rapina commessa a Rombiolo il 4 febbraio dello scorso anno e il pm Corrado Caputo ha chiesto e ottenuto dal gup del Tribunale di Vibo il rinvio a giudizio per i due presunti autori: Rosario Neri, 31 anni di Vibo, e Domenico Emanuele Baldo, 24 anni di Ionadi. Entrambi sono accusati in concorso tra di loro di rapina. Secondo quanto si legge nel capo di imputazione sarebbero entrati all’interno del Roxi Bar di Rombiolo colpendo ripetutamente con calci e pugni al volto e al corpo la vittima. A processo anche Renato Aversa, 47 anni di Pernocari, accusato di favoreggiamento personale. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe aiutato i due imputati “ad eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria”. Il giudice Marina Russo ha fissato per il prossimo 12 novembre l’inizio del processo. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Santo Cortese, Demetrio Procopio e Michele Pagnotta.

La rapina e il pestaggio

Da quanto emerso nel corso dell’attività investigativa, la vittima si trovava all’interno del bar per acquistare un pacchetto di sigarette e aveva in mano 2040 euro in contanti, ovvero i risparmi che portava sempre con sé perché non si fidava di lasciarli a casa. Proprio all’atto del pagamento entrava nel locale Rosario Neri il quale – secondo l’accusa – avrebbe invitato, con insistenza, la persona offesa a uscire dal bar per parlargli. Di fronte al rifiuto avrebbe iniziato a colpirlo ripetutamente con calci e pugni al viso con l’intento di sottrargli il denaro e il telefonino. Al pestaggio avrebbe partecipato anche Baldo e ad evitare il peggio sarebbe stato l’intervento dello zio della vittima, giunto in suo soccorso. Così i due presunti autori della rapina avrebbero desistito nell’intento lasciando il bar e dileguandosi a bordo di una Fiat 500 guidata da un terzo soggetto allo stato ancora non identificato. (mi.fa.)

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