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Vaccini anti Covid scaduti in Svizzera: oltre 10 milioni di dosi saranno distrutte

vaccini omicron

La Confederazione deve gettare 10,3 milioni di dosi di vaccino di Moderna acquistate nell’ambito della lotta al Covid perché hanno raggiunto la data di scadenza e la loro validità non viene più prorogata. Verranno distrutti circa 2,5 milioni di dosi immagazzinate nella Base della logistica dell’esercito (LBA) nonché 7,8 milioni di dosi di proprietà della Confederazione depositate in un magazzino esterno in Belgio, scrive oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) su richiesta dell’agenzia Keystone-ATS. I 10,3 milioni di dosi di Moderna sono scaduti mercoledì, afferma l’UFSP confermando una notizia del “Beobachter”.

L’UFSP non ha fornito indicazioni sui costi per l’acquisto del vaccino americano. Secondo il periodico si può supporre un prezzo di 28 franchi per dose, il che equivarrebbe a un valore di oltre 280 milioni di franchi per le dosi buttate. I costi per lo smaltimento sono invece irrisori: l’UFSP parla di appena un franco per chilogrammo. Le scorte in Belgio dovrebbero pesare circa 10 tonnellate, e le tasse per la loro distruzione quindi ammontare a circa 10’000 franchi. Il fatto di acquistare un gran numero di vaccini che eventualmente dovranno essere gettati era stato deciso consapevolmente: “dall’inizio della pandemia la Confederazione persegue una strategia di approvvigionamento basata su diverse tecnologie e aziende produttrici”, si legge ancora nella presa di posizione.

In tal modo, qualora una tecnica si rivelasse inefficace o un produttore non fornisse le dosi ordinate, vi sarebbe a disposizione in qualunque momento un preparato efficace in quantità sufficienti. Poiché si sono dimostrati validi soprattutto i due vaccini mRna, questa strategia ha comportato un certo eccesso di approvvigionamento. Ciò significa ora che tutte le dosi scadute che non è stato possibile somministrare o cedere ad altri paesi devono essere distrutte. Al contempo arrivano anche i nuovi vaccini di Moderna adattati alle nuove varianti, aggiunge l’UFSP: “questi richiedono a loro volta spazio e devono essere immagazzinati al freddo in modo da restare a disposizioni in buona qualità fino alla data di scadenza”.

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