Vaccino ai dipendenti regionali, il Csa-Cisal: “Soddisfatti nonostante le polemiche”

Qualche settimana fa la protesta dei dipendenti: "Il commissario Longo si impegnò spontaneamente per la vaccinazione"
F.Re.e

“Pensavamo che il raggiungimento di un risultato importante, come l’imminente vaccinazione dei dipendenti della Regione Calabria, non potesse che rasserenare tutte le sigle sindacali. Invece, la triplice (Cgil, Cisl e Uil) si è lanciata in nota scomposta e irrispettosa non solo delle relazioni con le altre organizzazioni ma anche delle istituzioni. Purtroppo – afferma il sindacato Csa-Cisal – le psicosi di chi vorrebbe mettere un pennacchio senza avere particolari meriti giocano talvolta brutti scherzi. Tanto, da provare a ricostruire una realtà alternativa rispetto a come sono accaduti i fatti. Ebbene, restando proprio ai fatti, vorremmo ricordare che è stato proprio il sindacato autonomo Csa-Cisal a mettere in risalto al cospetto del commissario ad acta Guido Longo come la vaccinazione di qualche settimana fa riservata soltanto ad alcuni dipendenti del dipartimento Tutela della Salute – ordinata con una semplice nota interna ai vertici dell’Aou Mater Domini – fosse stata una violazione delle ordinanze sulle categorie prioritarie fissate a livello nazionale dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Raccogliendo gli appelli di numerosi lavoratori della Cittadella, questo sindacato si è recato presso gli uffici del commissario Longo che, di sua spontanea volontà, ha assicurato la vaccinazione a tutti gli altri dipendenti”.

“Noi non abbiamo mai sminuito nessuno”

“Noi non abbiamo mai sminuito nessuno”

“Dopo poco circa una settimana, era il 28 aprile, il sindacato Csa-Cisal ha incontrato di nuovo Longo e grazie al dirigente del settore “Datore di Lavoro” è stata già allora individuata una modalità pienamente legittima per la vaccinazione di tutti gli altri lavoratori, ossia il ricorso al protocollo nazionale Inail. Un’intesa che ha anticipato l’accordo regionale siglato il giorno successivo in Regione (basato sempre su quello nazionale) per la somministrazione delle dosi ai lavoratori delle attività economiche. I meriti vanno al dirigente del settore “Datore di Lavoro” che aveva già tracciato la strada amministrativa corretta e alla sensibilità del commissario Longo che si è dimostrato persona genuina e disponibile all’ascolto. In tutti questi eventi decisivi alla stipula del protocollo d’intesa che porterà alla realizzazione del punto vaccinale straordinario presso l’ambulatorio della Cittadella regionale l’apporto del sindacato Csa-Cisal è stato tangibile e sotto gli occhi di tutti. Questa O.S., a differenza delle altre, non ha mai sminuito nessuno poiché più che al “marketing” ha badato ad ottenere il risultato, ossia consentire la vaccinazione in Regione Calabria. Eppure, abbiamo letto frasi proferite dalla Triplice del tipo: “Dopo una prima fase fatta di approssimazione, con la vaccinazione dei dipendenti del Dipartimento Tutela della Salute, al di fuori di ogni protocollo e con la successiva comunicazione propagandistica da parte di qualche O.S., a cui hanno prestato il fianco in maniera maldestra il datore di lavoro, e il Commissario Straordinario alla Salute Longo”.

“Uguaglianza dei lavoratori”

“Informiamo, i sindacati distratti che il “Datore di Lavoro” aveva da sempre parlato del protocollo Inail e il commissario Longo ne era a conoscenza. Purtroppo chi non c’era, magari perché impegnato in faccende diverse rispetto alla tutela dei lavoratori regionali, farebbe meglio ad astenersi da queste squallide accuse nei confronti di coloro che consentiranno di vaccinare i dipendenti. Per fortuna i lavoratori ormai hanno ben compreso chi è presente e chi si occupa quotidianamente di rappresentare e difendere i loro diritti distinguendo bene da chi tenta di intestarsi meriti altrui. Anche in questo caso i fatti parlano. A proposito di corrette relazioni sindacali, avremmo preferito che questo importante traguardo (pur avendo il sindacato Csa-Cisal svolto un ruolo decisivo di propulsione) fosse stato condiviso, eppure notiamo che le altre sigle patiscono d’invidia e sono insofferenti. Poiché il sindacato Csa-Cisal ha sempre portato avanti battaglie a favore dell’uguaglianza dei lavoratori, della trasparenza e della legalità, continueremo a farlo con sempre maggiore convinzione, al netto delle turbe mentali altrui. Tranquilli, ci sarà da divertirsi con le sceneggiate mediatiche. A questo punto, lanciamo un appello all’Asp di Catanzaro affinché approvi quanto prima il piano inviato dalla Regione in modo da avviare la campagna vaccinale dei dipendenti regionali il più presto possibile. Da ultimo, ma non per importanza, ricordiamo che la forza della rappresentanza sindacale si basa sulla stima e sulla reputazione della stessa fra i lavoratori. Il sindacato Csa-Cisal è orgoglioso di essere il sindacato più rappresentativo in Regione Calabria”.

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