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Valli Cupe, Cardamone: “La Riserva non sarebbe nata senza l’impegno di Tallini”

“Sproloquia ancora sulla Riserva Valli Cupe il sindaco di Sersale Salvatore Torchia e critica il consigliere regionale Mimmo Tallini, al solito senza alcun garbo istituzionale e soprattutto raccontando i fatti con imprecisioni grandi come un canyon”. Inizia così la nota di Ivan Cardamone, Coordinamento Forza Italia.

“Delle due l’una: o questo sindaco ha perso la memoria delle vicende riguardanti la Riserva oppure, conscio dei propri grossolani errori, cerca di distrarre l’attenzione ritenendo poco intelligenti gli altri. Tuttavia, per fare chiarezza una volta per tutte, due fatti sono incontestabili. Il primo: senza l’impegno legislativo di Tallini la Riserva Valli Cupe non sarebbe mai nata. C’è qualcuno che lo mette in dubbio?

La legge del 2016, infatti, reca la sua firma ed è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale grazie alla sua capacità di persuasione (e ricordo che agiva dai banchi dell’opposizione!) ed al contributo fornito dagli amici storici della Riserva su cui adesso il sindaco spara a palle incatenate. Il secondo fatto, altrettanto incontestabile, è il seguente: per salvare la Riserva, dopo che per due anni aveva funzionato brillantemente, dalle intrusioni del sindaco e della sua amministrazione comunale che avevano provocato le dimissioni da direttore di una professionista universalmente stimato come il botanico Carmine Lupia, si è reso necessario approvare una legge per trasferire la titolarità di Ente Gestore all’associazione Legambiente. Contro questa legge, necessaria per salvaguardare la mission della Riserva che mira a promuovere sviluppo per tutta quella parte della Presila catanzarese, si è levata una cagnara di proteste, promossa dal sindaco di Sersale, fondata sull’assunto secondo cui, violando la Costituzione, sarebbe stata senz’altro impugnata dal Governo.

Così però non è stato. Infatti il Governo, esaminandola, non ha avuto nulla da eccepire, per cui la legge è pienamente efficace ed ora non c’è che da augurarsi che la Riserva possa riprendere il cammino ed occuparsi non di spartire a pioggia la dotazione finanziaria, ma di affermarsi per buone pratiche naturalistiche ed amministrative. Sull’argomento non c’è davvero altro da aggiungere, se non un consiglio a chi perseverare in questo argomento: smetta di arrovellarsi il cervello e di offendere chi a Sersale ha fatto solo del bene. Non pensi a ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo o al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma ad agevolare responsabilmente il prosieguo della vita della Riserva”.

Redazione Calabria 7

 

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