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Variante Delta, scatta l’allarme in due aziende della logistica

variante delta

In sei giorni l’Ausl di Piacenza ha sequenziato, rintracciato e isolato 24 casi di variante Delta, la mutazione del Coronavirus scoperta in India. Tutti provengono dal polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte – come riporta il quotidiano Libertà – con 10 dipendenti contagiati e gli altri 14 sono amici, conoscenti o parenti stretti. Diversi positivi abitano nel Cremonese e si spostano utilizzando mezzi pubblici: nei giorni scorsi l’Ausl aveva lanciato appelli a sottoporsi a tampone per i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona. L’indagine condotta dal dipartimento di Sanità pubblica non ha riscontrato casi gravi.

“Abbiamo allargato il più possibile il cerchio tentando di individuare i possibili contatti dei contagiati”, dichiara Marco Delledonne, responsabile del dipartimento. “In questi ultimi giorni, per fortuna, i tamponi non evidenziano più nuovi positivi e siamo abbastanza fiduciosi di essere riusciti a contenere il virus, grazie ad un’azione tempestiva”. L’attività di contact tracing è partita nella giornata del 15 giugno. A quanto pare i contagiati non erano stati vaccinati”.

“Più trasmissibile rispetto alla variante inglese”

La variante Delta, individuata per la prima volta in India un po’ di mesi fa, sta allarmando medici e ricercatori di tutto il mondo soprattutto dopo che, la stessa è diventata la mutazione dominante nel Regno Unito dove rappresenta ormai l’85-90% dei nuovi casi e ha provocato un aumento dei contagi nonostante la rapida e copiosa campagna di vaccinazione. Negli Usa la diffusione è arrivata al 10% circa. Secondo la banca dati internazionale Gisaid il ceppo indiano è molto presente anche in Europa seppure, fortunatamente, con ritmi e numeri diversi: 4% in Germania, 10% in Spagna, 5% in Belgio, 80% in Portogallo, 1,3% in Francia, 4,3% in Norvegia, 2% in Polonia.

L’Italia si attesterebbe al 7% ma i dati sono comunque incompleti perché non tutti i laboratori condividono i risultati in tempo reale nella banca dati internazionale. Per avere un quadro completo e più approfondito, pertanto, bisognerà attendere l’elaborazione dei dati da parte dell’Istituto Superiore di Sanità che nell’ultimo bollettino parla di una diffusione sotto l’1 per cento. L’efficacia contro questa variante si raggiungerebbe solo dopo la doppia dose. La variante Delta sarebbe circa il 50% più trasmissibile rispetto a quella Alfa (ex inglese). Anche i sintomi provocati sembrano essere diversi.

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