Viaggio nei centri dialisi del Catanzarese, quasi un’isola felice in città. Criticità in provincia

Disagi per i pazienti provocati dal cattivo funzionamento dei letti bilancia. Registrate, inoltre, carenze di personale e alberghiere
dialisi catanzaro

Catanzaro. Città capoluogo di Regione. Si suona una musica diversa anche se non mancano le criticità. Il personale sanitario è sufficiente per curare i pazienti dializzati che sono tanti. Divisi tra gli ospedali Pugliese-Ciaccio-Mater Domini devono ogni giorno affrontare qualche disagio per il cattivo funzionamento dei letti bilancia. Presidi medici importantissimi perché li devono tenere costantemente monitorati mentre sono sottoposti a trattamento dialitico.

Uno stress notevole per raggiungere gli ospedali

Uno stress notevole per raggiungere gli ospedali

Tra la città di Catanzaro è il territorio provinciale sono sottoposti a dialisi circa 280 persone che presentano un quadro clinico abbastanza complesso. Nonostante la loro fragilità per poter effettuare il trattamento devono sottoporsi ad uno stress notevole per raggiungere gli ospedali e trovare il parcheggio. “Vorremmo – hanno sottolineato – affrontare meno disagi possibili. Medici e infermieri ci trattano bene. Purtroppo ci sono alcune carenze che ci tengono in una situazione di perenne tensione psicologica. Ci domandiamo quando decideranno di rinnovare le strutture ospedaliere e cambiare questi maledetti lettini bilancia che non funzionano molto bene. Quando facciamo dialisi vorremmo stare comodi e sicuri. Fare questa terapia a giorni alterni è molto stressante. Provare per credere”.

Situazione alberghiera meno critica

Situazione dal punto di vista alberghiero meno critica che in altri posti della Calabria. Non si può dire la stessa cosa nei Centri satelliti di Soverato, Chiaravalle, Squillace e Soveria Mannelli dove manca personale sanitario e le strutture non sono delle migliori. La situazione dal punto di vista alberghiero migliora nelle strutture di Catanzaro Lido e Lamezia Terme dove però si fa a pugni con la mancanza di personale. Secondo un operatore sanitario che opera sul territorio catanzarese le risorse economiche per fare un salto di qualità ci sono.

“Purtroppo vengono – ha evidenziato – utilizzate male. Quando si spende il denaro pubblico bisogna fare estrema attenzione. Mi domando quanto tempo dobbiamo aspettare per vedere cambiati i lettini che non sono affatto comodi. Da anni la nostra associazione (Aned) porta avanti battaglie strenue per avere un servizio migliore”. In Calabria ogni anno si spendono circa 3 miliardi e mezzo per mantenere il Servizio sanitario pubblico. Come è possibile, a fronte di questa montagna di denaro pubblico che si spende, avere una sanità ridotta che funziona male. Proprio perché in tutta la Calabria la mancanza di personale sanitario ormai è diventata cronica. I medici e gli infermieri in organico sono sottoposti a carichi di lavoro pesantissimi. Senza nuovi innesti di operatori sanitari non si andrà da nessuna parte.

Si spera che il Commissario ad acta Roberto Occhiuto intervenga immediatamente per rafforzare gli organici. Si farà buona sanità solo bandendo nuovi concorsi per l’assunzione di preparati “camici bianchi”.

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