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Droga, armi e rilevatore di microspie in un casolare: giovane vibonese torna in libertà

La seconda sezione penale della Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento delle argomentazioni difensive proposte dall’ avvocato Francesco Capria, ha revocato, rimettendolo in totale libertà, la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Danilo Schimio, 28 anni, di Mandaradoni di Limbadi, accusato di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. La vicenda traeva origine da una perquisizione domiciliari effettuata dai carabinieri di Limbadi nella quale venivano trovati 11 chili di marijuana, 688 grammi di cocaina, una pistola con matricola abrasa, 23 mila euro in contanti e un rilevatore di microspie.

L’iter processuale e la condanna

L’imputato, a seguito di giudizio abbreviato, è stato condannato dal gup del Tribunale di Vibo Valentia a 5 anni e 4 mesi di reclusione. All’esito del giudizio di secondo grado, la Corte d’appello di Catanzaro rideterminava la pena 4 anni, 5 mesi e 10 giorni. Facendo proprie le argomentazioni difensive in base alle quali si era evidenziato la cessazione delle esigenze cautelari e che la misura cautelare non potesse essere procrastinata quale strumento sostitutivo della pena, i giudici della Corte d’appello di Catanzaro hanno quindi rimesso in libertà l’imputato.

 

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