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Prima la rissa, poi gli spari in pieno centro a Vibo. L’inchiesta si allarga: 12 indagati

Si allarga l’inchiesta della Procura di Vibo, guidata da Camillo Falvo, sulla sparatoria avvenuta tra sabato e domenica del 17 ottobre dello scorso anno in Piazza Morelli. Nuovi risvolti arrivano dalle indagini condotte sul campo dai carabinieri del Reparto operativo guidati dal colonnello Alessandro Corda. Il tentato omicidio di Domenico Catania, ferito al torace da un colpo di pistola, è stato infatti preceduto da una violenta rissa che avrebbe avuto come teatro corso Vittorio Emanuele III, una delle principali arterie del centro cittadino. Nell’omertà generale, nelle ore successive alla sparatoria, i carabinieri hanno condotto in tutta la provincia una serratissima caccia al responsabile individuato in Francesco Barbieri, 20 anni di Pannaconi. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Vibo Valentia, non si sono limitati a sottoporre a fermo di indiziato di delitto il reo, tuttora ristretto in carcere, ma hanno continuato incessantemente le attività di indagine, riuscendo a delineare oltre alle responsabilità del presunto autore del tentato omicidio anche quelle di coloro che hanno partecipato alla rissa, dei favoreggiatori e di chi non ha prestato soccorso. Al momento sono pertanto 12 le persone – tutte di età compresa tra i 20 ed i 30 anni – che, a vario titolo, sono state segnalate per concorso in tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, rissa, favoreggiamento personale e omissione di soccorso. Molti di essi risultano vicini agli ambienti criminali vibonesi e già protagonisti di altre vicende giudiziarie.

Prima la rissa, poi la sparatoria

Protagonisti del grave episodio sfociato nel sangue un gruppo di ragazzi che ha trasformato un normale sabato sera in un vero e proprio incubo. Alcuni di loro si si sono allontanati per dotarsi di un’arma da fuoco e concludere la serata nel peggiore dei modi. Tutto immortalato dalle telecamere di videosorveglianza. Dopo un nuovo alterco, uno di loro esplode un colpo verso il petto di un coetaneo, per poi dileguarsi a piedi. Nessuna pietà per quel corpo esanime a terra né da parte del carnefice, né tantomeno degli spettatori o passanti: nessuno chiama i soccorsi, nessuno interviene nelle manovre salvavita, fino a quando, miracolosamente, il giovane si trascina, da solo, verso una panchina di Piazza Morelli. Ricevuta la notizia del fatto dai sanitari, la Compagnia carabinieri ed il Nucleo Investigativo di Vibo Valentia iniziano immediatamente iniziato le attività di indagine.

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