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Villette abusive a Caminia, il sindaco di Stalettì: “La mia amministrazione ha fatto rispettare la legge” (VIDEO)

di Bruno Mirante  – “Una lunga vicenda giudiziaria che è arrivata alla conclusione e rispetto alla quale l’unica ‘responsabilità’ della mia amministrazione è stata quella di far rispettare la legge”. Non ci sta il sindaco di Stalettì Alfonso Mercurio dopo le ripetute accuse che gli sono state rivolte a seguito dell’ordinanza di sgombero emessa dal Comune in ottemperanza alla sentenza della Corte di Cassazione che ha decretato l’area di fondo Panaja a Caminia in cui insistono le villette a pochi passi dal mare come appartenente al demanio. Mercurio ha indetto una conferenza stampa perché “chi ha responsabilità di governo ha l’obbligo di fare chiarezza fino in fondo”.
Va ricordato che il 17 dicembre scorso un’operazione congiunta del Comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro, della sezione di Polizia giudiziaria e della Capitaneria di Porto di Soverato, ha portato al sequestro preventivo finalizzato alla confisca nei confronti di 67 indagati proprietari di settantuno villette. Le accuse hanno retto per 30 dei 67 indagati, che si erano rivolti al Tribunale del Riesame per ottenere il dissequestro delle loro villette. Sul piano amministrativo, il 19 gennaio scorso, il Tar della Calabria ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari avversa all’ordinanza del sindaco e ora la vicenda pende davanti al Consiglio di Stato. Inoltre, sono state notificate in questi giorni le ordinanze di demolizione emesse dal Comune.

Il progetto di rigenerazione urbana

Mercurio ha ricostruito a grandi linee una vicenda iniziata con la delibera n.4 del lontano1964 che riguardava la lottizzazione di fondo Panaja per la costruzione di casette e villette al mare.
“Capiamo l’amarezza dei proprietari, – ha affermato – e siamo solidali nei confronti di quei cittadini che stanno vivendo un momento difficile, ma noi siamo il governo del paese e siamo chiamati ad agire nel rispetto delle leggi. Ci siamo insediati il 23 giugno 2018 e poco tempo dopo ci è stata notificata una sentenza della Corte di Cassazione (vicenda iniziata nel 2004) che stabilisce dopo anni che quell’area appartiene al demanio. Da subito ci siamo preoccupati di questi nostri cittadini che hanno le case a Caminia, e prima di emettere i provvedimenti dovuti, abbiamo cercato di ragionare all’interno della maggioranza, al punto che abbiamo chiesto la consulenza di un professionista di livello internazionale, l’architetto Raffaele Antonio Riverso con il quale abbiamo intrapreso un’interlocuzione con la Regione Calabria e con l’Agenzia del demanio per cercare una soluzione percorribile”. Ma non solo. Mercurio ha riferito di aver coinvolto l’ex assessore all’Urbanistica della Regione Calabria Francesco Rossi che aveva sposato il progetto di Rigenerazione urbana pensato per Caminia al punto da teorizzare l’introduzione di “Piano di utilizzo del demanio marittimo” in grado di normare i vari casi Caminia sparsi per la costa calabrese.

Mercurio ha rivendicato inoltre il fatto che la sua amministrazione è stata l’unica a convocare i proprietari della case per sollecitare la risoluzione della problematica. “La prima ordinanza di sgombero che ha firmato l’ufficio tecnico – ha rimarcato il sindaco – ha riguardato lo zio di mia moglie”.

Le accuse alle precedenti amministrazioni

Secondo Mercurio il “caso Caminia” è iniziata con l’amministrazione guidata da Pantaleone Narciso e si è concluso con il sindaco Concetta Stanizzi”. Il sindaco ha puntato il dito contro l’inerzia di alcuni esponenti delle precedenti amministrazioni anch’essi proprietario di una villetta a Caminia. Strali anche contro coloro che secondo Mercurio negli anni hanno utilizzato a fini elettoralistici la vicenda di fondo Panaja. Inoltre ha fatto sapere di avere denunciato alla Procura della Repubblica l’ex sindaco Stanizzi, colpevole secondo Mercurio di aver occultato un pec che invitava l’amministrazione comunale ad emettere un’ordinanza di sgombero. “Ne disconoscevamo l’esistenza – ha affermato  il sindaco – e dopo averlo appreso dalla Guardia costiera abbiamo denunciato l’accaduto all’Autorità giudiziaria”.

 

 

 

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