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Violenta lite al Lido Ionio di Catanzaro, doppia querela ma caso archiviato: non ci sono prove

Il giudice del Tribunale di Catanzaro Chiara Esposito ha archiviato il caso della lite avvenuta al Lido “Ionio” di Giovino che aveva portato a un procedimento penale attivato dalle reciproche querele presentate dal gestore della struttura balneare, Aniello Grampone (assistito dall’avvocato Michele Gigliotti), e dal concessionario dell’area, Giovanni Valentino (avvocato Rita Cellini). La richiesta di archiviazione era già stata formulata dal pubblico ministero e adesso è stata ufficialmente disposta dallo stesso giudice che ha vagliato le carte non trovando elementi idonei “a sostenere con fondamento l’accusa in giudizio nei confronti degli indagati”. Nella vicenda risultava coinvolto anche il fratello di Giovanni Valentino, Alfredo.

Dall’accertamento tecnico al diverbio

La lite sarebbe avvenuta nel luglio del 2017 in occasione di un accertamento tecnico disposto dal Tribunale di Catanzaro e richiesto dal gestore del lido, ovvero la moglie di Aniello Grampone. Discordanti le versioni dei fatti forniti dagli indagati che si sono querelati a vicenda subito dopo il diverbio sfociato in presunte aggressioni e minacce. Il pm ha chiesto l’archiviazione del procedimento non ritenendo pienamente provati i fatti, privi di riscontri probatori esterni. Ad indagare su quanto avvenuto sono stati sia gli investigatori della Squadra Mobile di Catanzaro che quelli della Stazione Carabinieri di Catanzaro Lido. “Non si è potuto raggiungere – scrive il giudice motivando l’archiviazione del procedimento – un valido riscontro al portato dichiarativo dell’uno o dell’altro denunciante, giacché tutti i soggetti presenti alla lite hanno riferito di non aver assistito ad alcuna aggressione fisica perpetrata ai danni di Giovanni Valentino da parte del Grampone né alle minacce proferite dai fratelli Valentino nei confronti del Grampone”. In sintesi non è possibile dare conforto né alle dichiarazioni dell’una che dell’altra persona offesa. Da qui l’archiviazione del giudice “potendo solo dare conto della violenta lite scaturita fra le parti, terminata già prima dell’intervento delle Forze dell’Ordine, allertate dallo stesso perito nominato dal Tribunale”.

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