Visita cardiologica negata a Catanzaro, la miserevole risposta del super manager: quando la pezza è peggio del buco

Il commissario straordinario di Azienda Zero: "La visita si può fare altrove". Peccato che il paziente abbia quasi 90 anni ed è gravemente ammalato

Gandolfo Miserendino è il commissario straordinario di Azienda Zero nominato direttamente dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto nella qualità di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del disavanzo del settore sanitario calabrese. E’ un siciliano di 47 anni, ingegnere informatico, in precedenza direttore del dipartimento per la trasformazione digitale presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere uno di quei super manager chiamati a risolvere i nodi della sanità calabrese. E’ pagato profumatamente per farlo e a volte anche per chiedere scusa dei tanti, tantissimi disagi con i quali i calabresi devono fare i conti. Sarebbe bastato solo questo per chiudere il caso denunciato dal Codacons nella giornata di ieri ma Miserendino non lo ha fatto svelando il volto disumano della sanità calabrese che ai piani alti di Azienda Zero è evidentemente tutta chiacchiere e propaganda.

Riepiloghiamo i fatti: un anziano di 86 anni, invalido e gravemente malato, prova a prenotare una visita cardiologica urgente con tanto di elettrocardiogramma al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro in tempi brevi ma la possibilità gli viene negata e qualcuno lo invita a rivolgersi al direttore, quasi a fare l’elemosina. Il signore indignato si rivolge al Codacons che rende pubblico l’accaduto e scrive ai vertici della Dulbecco, dell’Asp di Catanzaro e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, quest’ultimo anche commissario della sanità calabrese. La replica arriva in tarda serata dall’ufficio stampa del governatore ma a parlare è il super commissario di Azienda Zero: “In merito ad una nota con la quale il Codacons denuncia il presunto caso di un paziente anziano, invalido e gravemente malato, al quale sarebbe stata negata la possibilità di prenotare una visita cardiologica urgente in tempi brevi, occorre fare una precisazione. Il paziente in questione ha una ricetta dematerializzata con una prestazioni di specialistica ambulatoriale in classe B (breve, prestazioni da eseguire entro 10 giorni). La prestazione pur se non disponibile presso il ‘Pugliese Ciaccio’ di Catanzaro, la struttura richiesta, è comunque erogabile nella giornata del 5 giugno presso altre strutture, tra le quali il Pst di Nocera Terinese, l’Ospedale di Soveria Mannelli, l’Ospedale di Lamezia Terme e il Pst di Maida”.

Riepiloghiamo i fatti: un anziano di 86 anni, invalido e gravemente malato, prova a prenotare una visita cardiologica urgente con tanto di elettrocardiogramma al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro in tempi brevi ma la possibilità gli viene negata e qualcuno lo invita a rivolgersi al direttore, quasi a fare l’elemosina. Il signore indignato si rivolge al Codacons che rende pubblico l’accaduto e scrive ai vertici della Dulbecco, dell’Asp di Catanzaro e del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, quest’ultimo anche commissario della sanità calabrese. La replica arriva in tarda serata dall’ufficio stampa del governatore ma a parlare è il super commissario di Azienda Zero: “In merito ad una nota con la quale il Codacons denuncia il presunto caso di un paziente anziano, invalido e gravemente malato, al quale sarebbe stata negata la possibilità di prenotare una visita cardiologica urgente in tempi brevi, occorre fare una precisazione. Il paziente in questione ha una ricetta dematerializzata con una prestazioni di specialistica ambulatoriale in classe B (breve, prestazioni da eseguire entro 10 giorni). La prestazione pur se non disponibile presso il ‘Pugliese Ciaccio’ di Catanzaro, la struttura richiesta, è comunque erogabile nella giornata del 5 giugno presso altre strutture, tra le quali il Pst di Nocera Terinese, l’Ospedale di Soveria Mannelli, l’Ospedale di Lamezia Terme e il Pst di Maida”.

Fin qui il botta e risposta tra il Codacons e Azienda Zero. In mezzo però c’è un 86enne che rischia di morire e al quale il Servizio sanitario nazionale ha negato la possibilità da una semplice, ordinaria, banale visita nell’ospedale della sua città, il Pugliese-Ciaccio. Il super manager pagato profumatamente con i soldi dei calabresi risponde che ci sono altre strutture accreditate che possono esaudire la sua richiesta. La più vicina è a venti minuti da Catanzaro. Peccato, però, che il paziente in questione è un ultraottantenne, non è automunito e non usufruisce di un autista. E’ un uomo di 86 anni, invalido e gravemente malato, come sottolineato dal Codacons. La risposta di Miserendino è miserevole e si commenta da sola. Svela il vero volto di una sanità che guarda ai numeri e non più alla persona ed è la classica pezza che non copre il buco ma alimenta le polemiche. Un autogol per lo stesso Roberto Occhiuto, il quale dovrebbe sapere che i tempi dei direttori megagalattici alla Cobram di fantozziana memoria sono finiti e scaricare le responsabilità ai suoi sottoposti senza metterci la faccia in prima persona è una tattica che non funziona più.

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