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Consiglio comunale Catanzaro, il centrodestra esce e fa mancare il numero legale

consiglio comunale catanzaro

di Danilo Colacino – Consiglio comunale con un pizzico di pathos, solo nel finale, oggi. Forse a causa della concomitante assenza di sindaco e vice. Il primo, Nicola Fiorita, bloccato a casa dal Covid. La seconda, Giusy Iemma, invece fuori sede per inderogabili impegni familiari per come reso noto. Molti si erano peraltro chiesti perché questo civico consesso non fosse stato aggiornato alla luce del forfait fioritiano. Ma la scadenza impellente per operare la variazione di bilancio, di fatto unico punto all’ordine del giorno, ha impedito ogni differimento della seduta. Che, dunque, è regolarmente iniziata poche ore fa. Ma senza terminare altrettanto regolarmente con la votazione dell’unica ‘vera’ pratica, come premesso, al centro del dibattito: ‘la variazione al Bilancio di previsione 2022-2024 e al Dup, conseguente all’iscrizione di risorse assegnate nell’ambito di finanziamenti statali e regionali, rettifiche e integrazioni di fondi comunali di entrate e spese’. La relazione, a riguardo, è stata dell’assessore al ramo Marina Mongiardo. Che ha snocciolato varie cifre. Alla fine di una discussione, neanche poi tanto lunga per gli standard abituali, non si è però dato corso al voto per mancanza del numero legale con l’aggiornamento in seconda convocazione di domani.

I lavori dell’Aula

Dopo le formalità delle incombenze, per così definirle, che toccano al presidente del Consiglio, tra cui l’avviso del prelievo dal fondo di riserva di una cifra per il noleggio, posa in opera e il montaggio delle luminarie per le imminenti festività natalizie, pari a 61mila euro circa comprensivi di Iva, è stato presentato un emendamento subito consegnato ai Revisori dell’ente. Iniziativa a firma dei consiglieri Giorgio Arcuri, Valerio Donato e Gianni Parisi. A illustrarla quest’ultimo, il quale ha ribadito quelle che ad avviso del suo gruppo sono le discrasie del consuntivo di Palazzo De Nobili. Considerazione motivata – sempre secondo Parisi – dalle “risorse, maldistribuite, nella gestione del personale. Ad esempio nell’Ufficio Tributi dov’era utile procedere a un potenziamento dell’organico. Mentre di contro si assiste alla destinazione di fondi in modo inefficace, tanto da far rischiare all’ente un predissesto”.

Il dibattito in assemblea

Le doglianze di Donato, quasi in apertura della discussione, hanno in qualche modo dato fuoco alle polveri, sebbene il clima sia rimasto tutto sommato sereno per l’intero svolgimento dei lavori assembleari: “Sono molto deluso da tante cose. Il mio è uno sconforto nell’assistere al fatto che qui non si presta attenzione ad aspetti chiave. Mi riferisco, magari, all’entrata in vigore di un decreto ministeriale prima di emettere un bando con il conseguente rischio che le procedure non siano corrette. Aspetti elementari, insomma. C’è il caso – ha proseguito – dei servizi di pulizia degli uffici comunali, ma non dimenticherei il finanziamento della scuola Mazzini, per cui è stato persino tirato improvvisamente fuori un giudizio pendente che ha però avuto l’effetto di far perdere un finanziamento cospicuo. Ma quel che è assai più grave è il modo in cui la città ha dato un calcio a 7 milioni di euro di finanziamenti. E si sa che, perdere dei soldi, incide a livello quantitativo e qualitativo. Considerato come noi non siamo in grado di offrire alle famiglie giovani una scuola in tutto il centro di Catanzaro. Mi spiace, in sostanza, constatare che voi state procedendo molto peggio rispetto alle Amministrazioni precedenti”.

Polimeni: “Forzatura del centrosinistra”

A rincarare la dose, Marco Polimeni. Su cui va peraltro aggiunto che, terminato l’intervento, è sembrato battibeccare in maniera alquanto decisa con Emanuela Costanzo. Una componente della coalizione guidata da Valerio Donato alle Amministrative del giugno scorso, data per dialogante (se non addirittura contigua) con il centrosinistra. In particolare dopo aver votato mesi fa alla presidenza del Consiglio Gianmichele Bosco ed essere a sua volta stata eletta vicepresidente con le preferenze dei colleghi dell’altra parte. Comunque sia, lo stesso Polimeni ha detto: “Il primo punto su cui mi soffermo inerisce alla tenuta dell’assise. Potevamo tornare mercoledì, in seconda convocazione. Ma c’è stata una forzatura del centrosinistra (poi effettivamente pagata con la mancanza del numero legale. Fatto politicamente rilevante, ndr). Un altro aspetto è viceversa relativo alla variazione che arriva in un contesto di chiare ed evidenti difficoltà politiche della maggioranza. Ecco allora che avreste fatto molto meglio a confrontarvi con l’opposizione. Invece nella fattispecie, compiendo un atto di presunzione istituzionale, ci avete sottoposto un pacchetto preconfezionato, pretendendo da noi un’approvazione a scatola chiusa. Ma – ha chiosato – di certo non siamo in un votificio, anche perché non ci sono i numeri (leggasi i rapporti di forza fra i due schieramenti; ndr) per considerarlo tale”.

La replica di Palaia: “Falso”

A respingere gli ‘assalti’ dei big della minoranza, ha provato la fiorotiana doc Daniela Palaia: “Falso, quanto avete appena sostenuto. Perché ne abbiamo discusso. Eccome. E comunque a voi tocca essenzialmente il compito di esprimervi con il voto. Gli altri profili diventano quindi marginali”.

Celia: “Siamo un gruppo saldo”

Caustico pure il capogruppo del Pd, Fabio Celia: “Tranquillizzo Polimeni sul nostro stato di salute. Siamo un gruppo saldo e pronto a proseguire il suo cammino per il bene della città. È vero che non mancano fibrillazioni interne, ma noi quando conta sappiamo fare quadrato attorno all’Amministrazione. E questa credo sia la risposta alle obiezioni politiche della minoranza. Mentre a quelle tecniche, espresse nello specifico dal collega Parisi, l’assessore competente può fornire ulteriori chiarimenti. Oltretutto, dai dati in mio possesso, relativi al resto d’Italia, rinvengo molte analogie con quanto fatto dall’ente municipale di Catanzaro. Malgrado ciò, qui si continua con delle strumentalizzazioni che fanno male solo alla città”.

D’accordo con Celia un salace ex aspirante sindaco quale Antonello Talerico, che ormai parla di fatto a nome del centrosinistra. E non le manda a dire, spiegando fra le altre cose: “Abbiamo dovuto procedere a una serie di correzioni degli errori commessi da voi prima, anche e soprattutto in materia economica ma non unicamente. Eppure, qualcuno di voi è venuto in Consiglio con addirittura tre macrocategorie ricomprese in un emendamento diviso in altrettante parti. Ragion per cui o con senso di responsabilità votate o allontanatevi dall’Aula senza strumentalizzazioni”.

La ripresa dei lavori dopo una pausa di un’ora

Circa un’ora di pausa per avere il parere tecnico sull’emendamento da parte dei dirigenti preposti e del Collegio dei Revisori in relazione all’emendamento di Arcuri, Donato e Parisi. Che è stato negativo sia in ordine all’implementazione dell’organico, in relazione al reale fabbisogno del personale, che delle somme da destinare a tale aumento. Atto che ha causato le rimostranze, anche ricorrendo a un pizzico di ironia, di Donato e Parisi. Che hanno oltretutto parlato di “raffinata operazione con cui la maggioranza si è schermata”. Al termine dei citati interventi, quasi tutto il centrodestra è andato via con le conseguenze del caso. Unica eccezione rispetto alla fuoriuscita della minoranza, la permanenza della Costanzo. Che ha poi fatto dei commenti critici ad alta voce in Aula nei confronti dei colleghi della sua parte politica. A dimostrazione della sua intesa (leggasi condivisione) con il centrosinistra. Comunque sia, essendosi determinato il venir meno del numero legale, che richiedeva la presenza di 17 consiglieri a fronte dei 14 rimasti in Aula, ci si è dovuti aggiornare a domani.

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