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Crotone, Corrado (M5S): “Sventato trasferimento reperti archeologici”

archivi modigliani

“Sventato il tentativo della Direzione generale ABAP del Ministero beni culturali di trasferire ‘segretamente’ a Lamezia le migliaia di cassette contenenti i reperti archeologici esito di 40 anni di ricerche svolte dalla Soprintendenza a Crotone e dintorni, costrette a lasciare i locali di Palazzo Morelli, il buon senso vorrebbe che, non disponendo il MiBACT di immobili in città ma essendo proprietario di due edifici storici a Capo Colonna (Case Messina e Sculco), quelli fossero adibite a spazi destinati alla conservazione e allo studio dei manufatti”. Lo afferma, in una nota, la senatrice Margherita Corrado (M5S).

“Non di mero deposito di inerti si tratta, infatti, ma di oggetti – spiega – che parlano e, se ‘interrogati’ sono in grado di raccontare ancora molto della celebre Kroton e di quanto l’ha, nel tempo, preceduta e seguita. Proprio in merito alle case Messina e Sculco – ricorda la parlamentare -ho scritto in settimana al MiBACT per deplorare che l’una va in rovina, mai aperta, perché malamente ristrutturata con l’APQ SPA 2.4 (2014) e l’altra per la mancata attivazione di un restauro ormai non più rinviabile, date le condizioni di fatiscenza in cui versa. Non vedo alternative né a Crotone, dove la ex Scuola di S. Francesco è ben lontana dal poter svolgere il compito che una scheda dello sciagurato progetto “Antica Kroton” le assegna, né sul Lacinio, dov’è impensabile fare spazio a migliaia di cassette di reperti accogliendole all’interno del museo archeologico nazionale, progettato con la consueta lungimiranza privo di depositi”.

Per la senatrice Corrado “chi chiama in causa i locali di quel museo destinati a bar e ristorante ignora, o finge di ignorare, che la Fondazione Odyssea, tagliato il cordone che la univa alla defunta Provincia e stipulato un accordo di rete che la lega per mezzo secolo a Jobel, Milontours e Orfeo, forte di un finanziamento regionale da 106.000 euro ottenuto nel 2015, si appresta (da allora!) a gestire i servizi aggiuntivi di entrambi i musei statali crotonesi per un quinquennio. I 5 anni non sono ancora iniziati, però, ma dovrebbero partire proprio nell’anno in corso.

Nel frattempo lo Stato ha garantito, infatti, con il denaro dei cittadini, la lenta esecuzione delle modifiche e degli adattamenti alla nuova destinazione richiesti da Odyssea per svolgere il servizio previsto dal contratto stipulato fin da dicembre 2015. Così – conclude – mentre qualcuno si bea della lite per la sede della nuova micro-Soprintendenza che associa Catanzaro e Crotone incurante della storica rivalità, il destino del vero ‘tesoro’ archeologico crotonese resta incerto e sempre valido (ma inascoltato) il motto evangelico che ammonisce a non gettare le perle ai porci se non si vuole che quelli ne facciano scempio”.

Redazione Calabria 7

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