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‘Ndrangheta nel Crotonese e voto di scambio, la Dda chiude l’inchiesta per 28 indagati (NOMI)

Ci sono anche due avvocati coinvolti nell'inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Garbino

Associazione a delinquere di tipo mafioso, scambio elettorale politico mafioso, usura, estorsione, porto, detenzione illegale di armi, di stupefacenti, minacce e abuso di ufficio. I sostituti procuratori della Dda di Catanzaro, Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino hanno chiuso le indagini nei confronti di 28 indagati coinvolti nell’inchiesta Garbino, che ha portato ad ottobre del 2023 a 11 provvedimenti di fermo, poi convalidati dal gip contro il clan Maesano-Pullano di Isola Capo Rizzuto, alleata con la storica cosca di ‘ndrangheta degli Arena.

L’indagine è partita nel marzo nel 2020, partendo da un fascicolo già aperto sulle infiltrazioni criminali nella gestione del porto di Catanzaro dal quale sarebbe emersa anche la figura di Fiorello Maesano, elemento storico della criminalità organizzata isolitana, al quale ci si rivolgeva per la risoluzione di diverse problematiche, come quella di proteggere un imprenditore del posto dalle richieste estorsive rivoltegli da esponenti criminali egemoni in altri territori, in particolare di Cotronei e Petilia Policastro. A lui, secondo la Dda, era demandata la gestione della cosiddetta “bacinella” contenente le somme provenienti dalle attività illecite della cosca Arena, con le quali Lo stesso Fiorello Maesano provvedeva al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie. Nell’avviso di conclusione delle indagini risultano anche i nomi di due avvocati: Ottavio Tesoriere, che vanta una lunga esperienza politica (è stato consigliere regionale e assessore comunale a Crotone) accusato di voto di scambio politico mafioso e l’avvocato Vincenzo Ioppoli nei cui confronti si ipotizzano l’abuso di ufficio e il falso in atto pubblico (LEGGI).

L’indagine è partita nel marzo nel 2020, partendo da un fascicolo già aperto sulle infiltrazioni criminali nella gestione del porto di Catanzaro dal quale sarebbe emersa anche la figura di Fiorello Maesano, elemento storico della criminalità organizzata isolitana, al quale ci si rivolgeva per la risoluzione di diverse problematiche, come quella di proteggere un imprenditore del posto dalle richieste estorsive rivoltegli da esponenti criminali egemoni in altri territori, in particolare di Cotronei e Petilia Policastro. A lui, secondo la Dda, era demandata la gestione della cosiddetta “bacinella” contenente le somme provenienti dalle attività illecite della cosca Arena, con le quali Lo stesso Fiorello Maesano provvedeva al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie. Nell’avviso di conclusione delle indagini risultano anche i nomi di due avvocati: Ottavio Tesoriere, che vanta una lunga esperienza politica (è stato consigliere regionale e assessore comunale a Crotone) accusato di voto di scambio politico mafioso e l’avvocato Vincenzo Ioppoli nei cui confronti si ipotizzano l’abuso di ufficio e il falso in atto pubblico (LEGGI).

Tutti i nomi degli indagati

Maria Alosa, 44 anni, di Cariati; Domenico Barbaro, 34 anni, di Locri; Fortunato Chisari, 31 anni, residente a Isola; Giuseppe Ciliberto, 34 anni, residente a Isola; Giuseppe Cozza, inteso “Pino i Cozza”, 48 anni, residente a Isola; Domenico Cristodaro, 41 anni, residente a Isola; Domenico Godano, inteso “Mimmo ‘o Tinsu”, 39 anni, residente a Isola; Vincenzo Ioppoli, avvocato del Foro di Catanzaro, 67 anni, nato a Crotone e residente a Catanzaro; Fiorello Maesano, 55 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Ferdinando Marchio, 40 anni, residente a Isola; Tommaso Mercurio,58 anni, residente a Crotone; Pasquale Morelli, inteso “Cavuzi Larghi”, 76 anni, di Isola; Santo Morrone, 47 anni, residente a Isola; Bruno Patania, 48 anni, residente a Gerocarne; Domenica Petrera, 64 anni, residente a Isola; Gessjca Piana, 35 anni, residente a Isola; Antonio Pullano, alias “‘A Foca”, 24 anni, residente a Isola; Francesco Pullano, 43 anni, di Isola Capo Rizzuto; Francesco Pullano, 25 anni, di Isola; Giuseppe Pullano, inteso “Cacagatta”, 38 anni, di Isola; Maurizio Pullano, 30 anni, residente a Isola; Pasquale Pullano, 75 anni, residente a Isola; Pietro Fiore Pullano, 34 anni, residente a Isola; Salvatore Pullano, 41 anni, di Isola;  Antonio Rizzuti, 43 anni di Cotronei; Tommaso Ruzzuti, inteso “Masino”, 41 anni, residente a Cotronei; Ottavio Tesoriere, 70 anni, avvocato del Foro di Crotone; Domenico Tibaldi, alias “Trentossa”, 43 anni di Isola. Stralciate le posizioni di Massimo Diego Caterisano, 53 anni, di Crotone e Fabrizio Pullano, 59 anni, residente a Cologno Monzese (entrambi deceduti).

“Il voto a Tesoriere di Crotone… Porta tutta la razza tua”

 Il 3 settembre 2021 nel corso di una conversazione tra Maurizio, Salvatore, Pietro, Fabrizio Pullano (morto successivamente) e un’altra persona, non identificata, Pietro e Fabrizio chiedono agli altri presenti di sostenere per le prossime elezioni regionali la candidatura di “un amico di Crotone”. L’ignoto interlocutore si mostra scettico e Fabrizio sottolinea che il candidato, con il quale ha un rapporto improntato sulla stima e il rispetto, avrebbe assicurato dei vantaggi per la comunità isolana. Salvatore Pullano dice la sua, sostenendo che in base al suo vissuto era meglio dare il voto a persone già conosciute, visto che in passato lo avrebbe buttato in favore di candidati che sapeva già che avrebbero perso le elezioni. Fabrizio Pullano si dà da fare per Tesoriere, lo chiede ad amici e conoscenti, va anche nella comunità rom e in una circostanza si trova in auto con tale Pasquale esortandolo a dare il voto a “Tesoriere di Crotone, Occhiuto è! Porta tutta la razza tua là, stai sentendo?” e gli consegna i volantini, specificando che Tesoriere era “un cristiano importante”, Pasquale rassicura l’amico sul sostegno elettorale richiesto.

“Portate più cristiani possibili, che questo qua è un amico buono”

Il 25 settembre di quell’anno Fabrizio Pullano  incontra un’altra persona in auto, specificando in relazione al comizio previsto per il giorno successivo, che Tesoriere avrebbe fatto “il discorso che deve fare”, esortandolo a portare “più cristiani” possibili e due giorni dopo, il procacciatore di voti interloquisce con una persona in auto, affermando che l’elezione del politico avrebbe garantito una sistemazione ai familiari. Consegna i volantini elettorali “ portali a tua mamma… vedi a qualcun altro della famiglia, portali a tutti… che questo qua è un amico buono… buono… votiamo a questo qua.. vi mettiamo a posto a parecchi di voi”. Pullano continua nella sua attività di proselitismo a favore dell’avvocato, incontrando diverse persone alle quali sponsorizzare Tesoriere, si reca a Rocca di Neto per promuovere la candidatura del politico, rivolgendosi ad altre persone, ad una delle quali spiega che Tesoriere ha bisogno di 500mila voti “noi tutta la razza nostra… non solo la razza nostra… pure altri paesi… votano a lui … si stanno impegnando al massimo…”. L’interlocutore si dichiara disponibile a chiedere il sostegno elettorale agli amici per l’avvocato: “Io quello che posso fare” ed indica tra questi  “Zio Mico” il boss Domenico Megna, inteso Mico (LEGGI QUI)

Il collegio difensivo

Gli indagati, difesi dagli avvocati ( nel cui collegio compaiono i nomi di Pasquale Lepera, Mario Prato, Tiziano Saporito, Francesco Gambardella, Nicola Cantafora, Dario Fratto, Francesco Verri, Francesco Sacco, Domenico Magnolia, Luigi Villirilli, Francesca Buonopane), avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dai magistrati, depositare memorie difensive, rilasciare dichiarazioni spontanee e compiere ogni altro atto utile per l’esercizio del diritto di difesa, prima che la Dda proceda oltre con una richiesta di rinvio a giudizio.

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