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ASP Catanzaro, dove amicizia e procedimenti fanno curriculum

asp Catanzaro coronavirus

Il Codacons torna a fare le pulci all’ ASP di Catanzaro.

Questa volta il Comitato Difesa Consumatori di cui è vice presidente nazionale l’avvocato catanzarese Francesoco Di Lieto  – mette in luce una questione su cui occorrerà fare chiarezza, di qualsiasi natura.

Nel mirino c’è il dott. Giuseppe Perri,  oramai pensionato, “rimosso da Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro dopo l’arresto per mafia ed il rinvio a giudizio per quella brutta vicenda conosciuta con il nome “Quinta bolgia”, coordinata dalla Ddd e relativa alle infiltrazioni delle cosche nella gestione di alcuni servizi dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Vicenda che, come si ricorderà, ha portato allo scioglimento dell’Asp del capoluogo.
Tuttavia da pensionato Perri è ritornato a fare il medico di medicina generale, nella sua città natale, forte dei suoi indubbi titoli ma anche di qualche… aiutino istituzionale.
Infatti l’Asp – sostiene Francesco Di Lieto -con delibera 550 del 16 maggio 2019 ha deciso di reintegrare il povero Dott. Perri –

La pratica di reintegro risulta essere stata istruita dal dott. Maurizio Rocca.
Anche lui con qualche problemino con la giustizia e finanche una condanna (ma soltanto in primo grado) inflittagli dal Tribunale di Lamezia Terme per omicidio colposo.

Singolare il fatto che il dott. Rocca sia stato nominato prima direttore del distretto di Catanzaro e quindi presidente del comitato aziendale per la medicina generale, proprio dal D.G. Perri, con concorsi davvero curiosi dove il futuro vincitore ha “dimenticato” di indicare, nella domanda di ammissione, di avere dei procedimenti penali in corso.

Subito dopo il concorso lo sfortunato dott. Rocca finiva nuovamente sotto la lente della Procura, per una presunta appropriazione indebita di fondi comunitari.

Ci riferiamo all’ inchiesta “StopandGo” che prende il nome da un progetto europeo, per oltre 760mila euro, finalizzato a migliorare i servizi per gli anziani.

Purtroppo solo sulla carta, visto che, secondo la Procura, vi sarebbe stato uno sperpero di oltre 300mila euro.
In sostanza tra settembre 2014 e marzo 2016 (quindi prima del concorso) gli indagati avrebbero ricevuto compensi senza svolgere nessuna attività. E lo sfortunatissimo Dott. Rocca – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe illecitamente incassato circa 20mila euro.

A volte tacere è utile.

Ma torniamo all’ex DG.

Istruita la pratica di reintegro del Dott. Perri, la nomina è stata sottoscritta dalla Dott.ssa Amalia de Luca, Direttore Generale facente funzioni all’epoca del governo Oliverio ed oggi consulente del governo Santelli.
Roba da far invidia al buon Tomasi di Lampedusa.

Di certo appare singolare che un direttore generale decida di presentare una istanza proprio all’ente che dirige. Specie se, una volta pensionato, dopo una splendida carriera manageriale, invece di godersi la pensione – prosegue la nota del Codacons – decida di far “concorrenza” a tanti giovani medici che devono arrendersi dinnanzi ai titoli vantati dell’ex direttore generale.

Giovani medici che, nel presentare la medesima istanza hanno l’obbligo di attestare di non avere procedimenti penali pendenti per reati contro la pubblica amministrazione… a differenza dell’ex Direttore Generale Perri che parrebbe essere stato rinviato a giudizio per una brutta vicenda di ndrangheta.
Corsi e ricorsi storici, ripeteva Giovambattista Vico.

E così chi ha chiuso gli occhi sui procedimenti penali del futuro Direttore del Distretto di Catanzaro (delibera nr. 852 del 25.10.2017) e del futuro Direttore del dipartimento delle cure primarie (delibera nr. 981 del 12.12.2017), ha ricevuto in cambio identica disattenzione.

In fondo in Calabria un procedimento penale “fa curriculum”.

 

© Riproduzione riservata.

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