Davide Ferrerio pestato in Calabria, l’inchiesta si allarga: c’è un nuovo indagato

Si tratta dell'uomo che aveva inviato il famigerato messaggio “ho una maglia bianca” alla ragazza - all'epoca minorenne - con la quale aveva avviato una relazione
Davide Ferrerio Crotone

C’è un nuovo indagato per l’aggressione a Davide Ferrerio, il giovane bolognese ridotto in fin di vita dopo un pestaggio subito a Crotone nell’agosto dello scorso anno. Il gip del Tribunale di Crotone, Romina Rizzo, ha infatti disposto l’imputazione coatta nei confronti di A.C., 32 anni, di Petilia Policastro con l’accusa di concorso anomalo in tentato omicidio. Si tratta dell’uomo che aveva inviato il famigerato messaggio “ho una maglia bianca” alla ragazza all’epoca minorenne (anche lei accusata di concorso anomalo in tentato omicidio) con la quale aveva avviato una relazione, usando un falso profilo social con il nome dell’ex findanzato della giovane.

La sera dell’11 agosto aveva un appuntamento al buio proprio con la ragazza, ma quando ha visto che la 17enne era accompagnata dalla famiglia, aveva sviato le attenzioni da sé inviando il messaggio nel quale diceva di avere una maglia bianca. Maglia che in quello stesso momento indossava Davide Ferrerio che, inconsapevole, stava passeggiando su via Veneto in attesa di un amico e che è diventato, purtroppo, l’obiettivo dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua accusato di tentato omicidio.

La sera dell’11 agosto aveva un appuntamento al buio proprio con la ragazza, ma quando ha visto che la 17enne era accompagnata dalla famiglia, aveva sviato le attenzioni da sé inviando il messaggio nel quale diceva di avere una maglia bianca. Maglia che in quello stesso momento indossava Davide Ferrerio che, inconsapevole, stava passeggiando su via Veneto in attesa di un amico e che è diventato, purtroppo, l’obiettivo dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua accusato di tentato omicidio.

La condotta dell’uomo

La posizione del 32enne era stata archiviata dalla Procura della Repubblica, ma gli avvocati della famiglia Ferrerio, Fabrizio Gallo e Gabriele Bordoni, hanno presentato opposizione sostenendo la responsabilità dell’uomo nell’accaduto. Il gip ha accolto la tesi degli avvocati dei Ferrerio sostenendo che “a prescindere se abbia effettivamente visto un ragazzo con la camicia bianca, circostanza che potrà essere approfondita in dibattimento”, la condotta dell’uomo “può essere ricondotta” al reato di concorso anomalo in tentato omicidio.

Il gip ritiene che “la condotta sia stata assolutamente determinante per l’individuazione e la conseguente aggressione del Ferrerio, poiché eliminando tale passaggio l’evento non si sarebbe certamente verificato”. Il giudice, ricordando che l’uomo aveva capito che in quell’appuntamento al buio era a rischio la propria incolumità, cercando di sviare da se le attenzioni, ritiene che l’aggressione a Ferrerio “non possa ritenersi conseguenza di circostanze eccezionali, imprevedibili” ma “al contrario rappresenti il prevedibile sviluppo di un’azione delittuosa”. Il 32enne si aggiunge agli altri indagati nella vicenda: Nicolò Passalacqua, autore materiale dell’aggressione ed accusato di tentato omicidio, Anna Perugino, la figlia Martina Perugino ed Andreaj Gaju che devono rispondere di concorso anomalo in tentato omicidio.

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