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Era nata dopo l’arresto cardiaco della madre, l’addio alla piccola Caterina: “Vola in cielo”

“E adesso vola libera piccola principessa”, così uno striscione fuori dalla chiesa di Alberoro di Monte San Savino (Arezzo), gremita di persone per i funerali, ha voluto salutare oggi per l’ultima volta la piccola Caterina, la bimba 2 anni nata dopo l’arresto cardiaco della madre e morta dieci giorni fa all’ospedale Meyer di Firenze dove era stata ricoverata perle conseguenze dei gravi problemi neurologici che l’avevano colpita durante il parto. Lo riporta Fanpage.it. Ad accompagnare il feretro, una bara bianca avvolta in cuscino di rose bianche a forma di farfalla e le campane a festa della chiesa di Alberoro. Una scelta precisa del parroco, padre Jean Marie Katentum per festeggiare l’entrata certa in paradiso della piccola Caterina “Non piangete oggi è un giorno lieto che festeggia l’entrata di Caterina in paradiso” ha dichiarato infatti durante l’omelia il parroco che ha celebrato i funerali alla presenza  di una grande folla di persone che si sono stretti attorno ai familiari e al papà Gabriele Succi  per dare l’addio alla bimba.

“Avrei voluto passare molto più tempo con te. Avrei voluto fare tante belle cose con te. Ti ho immaginato come tutti i papà immaginano i figli . Avevo tanti progetti per noi. Ti ho fatto conoscere a tutta Italia… Hai visto mia piccola principessa oggi tutte quelle persone erano lì per te, erano lì per salutarti, visto amore quante persone ti volevano bene… ” ha scritto poi il papà della piccola Caterina che ha seguito in silenzio il funerale. “Vedrai che nel tuo silenzio assordante, darai esempio a tanti, con me lo hai fatto, mi hai insegnato tantissimi bei principi, grazie Cate… Non ti preoccupare per me io sto benissimo, vedrai che tutto andrà bene e riprenderò la mia vita in mano… Sarai sempre nel mio cuore Cate. Un bacione amore mio, non avere paura di niente io sarò sempre con te…” ha aggiunto. Il sacerdote durante la funzione ha insistito poi sulla presenza dei nonni rivolgendosi a quelli paterni e alla nonna materna Mirella vedova invitandoli alla serenità. “Nella sofferenza Caterina si è purificata trovando il suo riscatto”, ha concluso il sacerdote, sottolineando anche la grande mobilitazione dell’intero paese che in questi anni di sofferenza non ha mancato di fare sentire il proprio affetto e sostegno così come compagni della squadra di calcio dove gioca Gabriele Succi,

 

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