Fazio Cirolla ucciso per errore davanti al figlioletto, messa per commemorarne la morte

Trucidato a colpi di arma da fuoco venne fatto inginocchiare e nonostante implorasse pietà fu giustiziata sotto gli occhi innocenti del bimbo

Per non dimenticare. Nel pomeriggio la città di Cassano allo Jonio, nel Cosentino, renderà omaggio ad un uomo perito senza colpa, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. “Oggi presso la Chiesa di Gesù Buon Pastore “Parrocchia di San Giuseppe” in Sibari alle 18.00 – annuncia in una nota la Diocesi di Cassano all’Jonio – sarà celebrata la santa Eucaristia per ricordare il compianto Fazio Cirolla nel 12esimo anniversario della sua tragica dipartita. Dopo la messa ci sarà la piantumazione dell’albero della memoria, in ricordo di tutte le vittime di ‘ndrangheta. Interverranno da remoto, il Vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio monsignor Francesco Savino, il parroco della comunità Pietro Groccia, don Ennio Stamile referente regionale di Libera Calabria, la famiglia di Fazio Cirolla, il Sindaco di Cassano Giovanni Papasso, l’assessore regionale all’ agricoltura Gianluca Gallo e Mara Vincenzi referente di libera Cassano”.

Chi era Fazio Cirolla?

Chi era Fazio Cirolla?

Venne ammazzato a 43 anni, da due sicari all’interno di un negozio di ricambi per auto di Cassano, che entrarono in azione, con l’obiettivo di ammazzare altra persona. Ma la vittima designata, riuscì tuttavia a dileguarsi e finì sotto il fuoco degli esecutori l’incolpevole Cirolla. L’uomo venne trucidato sotto gli occhi del figlioletto. Era il 27 luglio del 2009. La vittima, venne fatta inginocchiare e nonostante implorasse pietà fu giustiziata. Prima di morire ebbe solo il tempo di sussurrare qualche parola al figlioletto di 7 anni raccomandandogli la madre ed i fratelli. La Corte d’Assise di Appello di Catanzaro, lo scorso anno, ha assolto due persone, entrambe cassanesi, dall’accusa di aver compiuto l’assassinio. Fazio Cirolla condivide un amaro destino umano e giudiziario con altre vittime innocenti come Salvatore Altomare, ammazzato a Cosenza nel 1981, e Ferdinando Chiarotti assassinato dal “commando” resosi responsabile nel 2000 della strage di Strongoli.

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