Giornata contro la violenza sulle donne, le iniziative dell’Arma nella provincia di Catanzaro (VIDEO)

Le iniziative - che hanno coinvolto i media tradizionali, il web e i social - hanno tra gli obiettivi anche quello di convincere le donne che subiscono maltrattamenti o vessazioni a denunciare con fiducia ai Carabinieri

Nell’ultima settimana, anche in provincia di Catanzaro, sulla scia delle iniziative promosse dall’Arma su tutto il territorio nazionale, si sono svolte una serie di attività di sensibilizzazione sociale contro la violenza sulle donne, che iniziate il 25 novembre, “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, continuano a svolgersi in tutta la provincia con particolare attenzione agli istituti scolastici nell’ambito di incontri sulla legalità.

“Orange the World”

“Orange the World”

Tra le iniziative dell’Arma di Catanzaro, realizzate anche nell’ambito della campagna internazionale “orange the world in 16 days 2022” lanciata ogni anno da Soroptimist, lo scorso 25 novembre le caserme di Catanzaro Principale, Soverato e Lamezia Terme sono state illuminate di arancione, colore scelto a simbolo di un futuro senza violenza di genere, per ricordare a tutte le vittime che c’è un luogo sicuro a cui rivolgersi.

Inoltre, nel pomeriggio di sabato, 26 novembre, a Catanzaro Lido, all’interno del Parco Commerciale “Le Fontane”, una rappresentanza di personale femminile dell’Arma, insieme alle socie di Soroptimist, hanno allestito uno stand, aprendo un dialogo con i tanti interessati che si avvicinavano per ricevere notizie e materiale informativo sul delicato tema. Ancora, il successivo 28 novembre presso il Liceo Classico “Galluppi” di Catanzaro si è svolto un incontro con gli studenti dove i Carabinieri hanno parlato del grave fenomeno sociale e Soroptimist, successivamente, ha tenuto una breve lezione di autodifesa con un maestro di arti marziali.

Anche a Lamezia, l’Arma ha partecipato attivamente alle iniziative cittadine realizzate per il 25 novembre per ribadire il “No!” e “Mettere un punto” a qualsiasi forma di comportamento violento – sia fisico, sia psicologico – nei confronti delle donne, come cita la campagna di sensibilizzazione promossa dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

“Conoscere per amarsi – Conoscere per difendersi”

Nella prima parte della mattinata, presso l’Auditorium del Liceo Statale Tommaso Campanella, i Carabinieri hanno partecipato alla manifestazione “Conoscere per amarsi – Conoscere per difendersi”. Gli studenti hanno assistito attivamente e con entusiasmo all’iniziativa, ponendo diverse domande circa i rischi provenienti da un mondo esterno proteso all’adozione di linguaggi sempre più pericolosi e subdoli.

Gli appuntamenti sono poi proseguiti nella serata, presso il Civico Trame di Lamezia Terme dove la Cles Onlus, da sempre impegnata nella lotta contro la violenza di genere, ha proposto l’iniziativa dal titolo “Per te che ascolti”, un’installazione sonora durante la quale il pubblico ha avuto modo di ascoltare in cuffia le parole e i racconti delle donne vittime di violenza.

Nel corso della manifestazione è stato premiato il Maresciallo Luigi Agostino, in servizio alla Stazione Carabinieri di Lamezia Terme Principale, con una targa ricordo che alcune vittime di violenza, aiutate dal militare durante e al di fuori del servizio, hanno voluto dedicargli. Il militare è infatti qualificato operatore di polizia giudiziaria, che opera in un reparto frontalmente e quotidianamente impegnato nel contrasto dei reati di genere, la cui attività è particolarmente orientata all’assistenza e supporto delle vittime di violenza di genere.

Anche i prossimi giorni, saranno caratterizzati da molteplici azioni di sensibilizzazione utilizzando in tutta la comunicazione il colore arancione, simbolo di un futuro senza violenza di genere all’insegna del motto: “Mettiamo un punto insieme”: un modo per ricordare che è possibile uscire dalla violenza lasciandosi aiutare.

La violenza in numeri

Oltre alle attività di sensibilizzazione, anche nel 2022, come nei precedenti anni, l’attività di contrasto dell’Arma in provincia di Catanzaro, nel delicato settore, è rappresentata in termini numerici dall’arresto di ben 42 persone di cui 1 per omicidio, 25 per maltrattamenti in famiglia, 1 per lesioni personali, 1 per violenza sessuale, 2 per violenze su minori, 9 per “stalking” e 3 per diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto “revenge porn”.

Altro dato di rilievo, in notevole aumento, indice che il coraggio delle vittime è sempre più forte nel voler denunciare i propri aguzzini, è quello del numero di persone denunciate all’Autorità Giudiziaria ben 220 in tutta la provincia, nonché quello relativo a 35 soggetti colpiti, a vario titolo, da misure cautelari differenti dall’arresto quali, ad esempio, l’allontanamento dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima.

Tra i tanti drammi e tragedie consumatesi tra le mura domestiche, ricordiamo ciò che è accaduto la sera del 15 gennaio di quest’anno quando nel reventino catanzarese, un marito, 49enne, colto da raptus di follia al termine di un litigio, uccise la moglie strangolandola nel letto e uccidendola. L’assassino, dopo l’insano gesto, dapprima aveva tentato di rianimarla e poi aveva allertato i soccorsi, ma ormai non c’era null’altro da fare che accertarne il decesso. Inoltre, ancora è vivo il ricordo della tragedia che proprio il 25 novembre del 2020 portò i Carabinieri ad identificare ed arrestare un 37 enne di Badolato autore dell’efferato omicidio della sua ex amante, una donna 52 enne di Stalettì, uccisa due giorni prima a coltellate sulla scogliera di Pietragrande.

Le tante iniziative – che hanno coinvolto i media tradizionali, il web e i social – hanno anche un altro obiettivo fondamentale: quello di convincere tutte le donne che subiscono maltrattamenti o vessazioni di qualsiasi tipo a denunciare con fiducia ai Carabinieri. Non è giusto subire violenze o privazioni della propria dignità neanche all’interno delle mura domestiche, quando l’autore è una persona cara. È per questo che l’Arma punta a far diminuire il numero dei cosiddetti “reati sommersi”, spronando le vittime a muovere il primo passo verso la libertà: sporgere denuncia.

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