I calabresi e il riscatto sociale: “Non sono omertosi, stanchi del potere”

report gratteri

“I calabresi non sono omertosi, ma delusi, stanchi del potere, sfibrati da mille maneggi”. E’ una delle frasi pronunciate dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri all’Unical, durante una lezione sull’intelligence alla quale è stato invitato a relazionare.

Ha detto questo e tanto altro, Gratteri, ma in queste parole si racchiude una lettura sociale drammatica che la Calabria vive ormai da decenni, in balia di una politica che fallisce, a prescindere di quale sia lo schieramento di governo.

Ha detto questo e tanto altro, Gratteri, ma in queste parole si racchiude una lettura sociale drammatica che la Calabria vive ormai da decenni, in balia di una politica che fallisce, a prescindere di quale sia lo schieramento di governo.

I calabresi non sono omertosi, dice Gratteri. L’omertà è il silenzio che l’opinione pubblica sceglie di adottare quando ha paura. E la maggioranza dei calabresi non ha paura.

E’ delusa, stanca del potere, sfibrata dai soliti maneggi.

Delusa da politici che curano troppo spesso il proprio orticello, indossando i panni della mediocrità e del provincialismo, incapaci di progettare una visione comune che induca al cambiamento reale. Una politica che vive di clientelismo e si riproduce in tale contesto divenendo un virus che si espande a macchia d’olio e senza contrasto.

I maneggi, citati da Gratteri, sono gli accordi sotto banco presi da gruppi di potere, che operano per favorire il proprio ambito elettorale, che non si occupano dei reali problemi, ma vendono fumo, tentando di convincere i cittadini della loro buona fede.

Solo in pochi, che siano vittime o carnefici, fanno finta di credere che i calabresi siano stupidi. I cittadini sono delusi e scelgono la via dell’indifferenza, demotivati dal fatto che l’impotenza di fronte a ciò sia ormai acclarata. D’altronde comandano loro, i politici, e hai voglia a svolgere democratiche elezioni. A comandare sono sempre gli stessi o chi per loro.

Gratteri lo sa, lo sanno i calabresi. La differenza sostanziale è che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro opera quotidianamente per debellare il virus. Mentre i calabresi sembrano essersi rassegnati all’assenza totale di un vaccino. Ecco perché Gratteri in primis sprona l’opinione pubblica.

Giustizia sociale? Servizi pubblici? Contrasto all’illegalità? Sono tutte cose che si scelgono e si conquistano, ma in Calabria, nonostante ci sia una parte consistente che lotta e desidera il cambiamento, la delusione e l’indifferenza hanno ancora un peso specifico rilevante.

Sono i cittadini a fare la differenza e Gratteri questo lo va dicendo ovunque. La speranza è che prima o poi, si spera al più presto, la Calabria tutta si riunisca nella voglia comune di riscatto. Se mai avvenisse questo c’è da scommettere sul cambiamento immediato ed istantaneo.

La storia lo insegna: viviamo ciò che scegliamo di vivere e se lo subiamo è perché ci hanno convinto di non avere possibilità di scegliere.

Gratteri ha scelto e la sua scelta la rinnova ogni giorno. Seguirne l’esempio, soprattutto per le nuove generazioni, potrebbe in futuro fare un’enorme differenza.

a. m.

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