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Occhiuto alla sfida dell’acqua: da Sorical alla multiutility. Con i fondi del Pnrr a rischio

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di Sergio Pelaia – Roberto Occhiuto non è stato ancora proclamato presidente della Regione ma ha già incontrato, seppur informalmente, il presidente dell’Autorità idrica calabrese Marcello Manna. La circostanza è emersa a margine dell’assemblea dei sindaci dell’Aic – l’ente di governo d’ambito del settore idrico diventato operativo con fortissimo ritardo nei mesi scorsi – e testimonia quanto il neo governatore sia cosciente del fatto che quella dell’acqua sia una delle sfide più importanti e difficili che lo attendono.

Qualche dato

Le regioni del Mezzogiorno fanno registrare il 52,3% di perdite idriche: più di metà dell’acqua immessa nei sistemi di acquedotto viene cioè sprecata, a fronte di una media nazionale del 43,7% (Relazione annuale Arera 2020). Circa 1 milione 450mila famiglie meridionali subiscono interruzioni della fornitura idrica (Istat, 2020). Nel Pnrr sono previsti: oltre 2 miliardi di euro da destinare al Sud per investimenti in infrastrutture primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico; 900 milioni per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione; 880 per la “resilienza dell’agrosistema irriguo”; 600 per fognature e depuratori. In queste ingenti somme sono compresi i 322 milioni di euro di fondi Fesr (Pon Reti e infrastrutture) mirati a favorire la sostenibilità ambientale riducendo le perdite nella rete di distribuzione idrica del Mezzogiorno che, nei giorni scorsi, sono stati messi a bando nell’ambito del React Eu.

La situazione attuale

Le opportunità rappresentata da una tale quantità i fondi europei e inversamente proporzionale alla situazione in cui si trova il sistema idrico calabrese. Da quasi un ventennio la Sorical (società mista di cui il 53,5% è della Regione e la restante quota dei privati di Veolia) si occupa dell’adduzione e della fornitura all’ingrosso dell’acqua ai Comuni in virtù di una concessione di durata trentennale con la Regione, ma la società è in liquidazione volontaria dal 2012 e dunque affidata a un commissario di parte pubblica nominato dalla politica (oggi è il leghista Cataldo Calabretta) e a un altro in rappresentanza dei privati. Analogamente a quanto era stato fatto nel 2017 (era Oliverio), nel maggio scorso una delibera di giunta regionale ha dato l’indirizzo politico affinché si verificasse la possibilità di acquistare le quote dei privati – di mezzo c’è anche una banca tedesco-irlandese, la Depfa Bank – e revocare la liquidazione rendendo Sorical una Spa a capitale interamente pubblico. Regione e Sorical avevano garantito che “entro pochi mesi” si sarebbe arrivati a definire l’iter ma ancora non si sa a che punto sia.

L’Aic (e Occhiuto) al bivio

L’Aic, che è l’organismo a cui spetta questo compito, non ha ancora individuato il soggetto a cui affidare la gestione. Stando così le cose, dunque, non c’è attualmente un gestore in grado di cogliere le opportunità del Pnrr e degli altri fondi europei a disposizione per il settore. Manna e il dg dell’Aic Francesco Viscomi hanno fatto sapere di aver “esposto ai Sindaci membri dell’Assemblea, che dovrà affidare il servizio in tempi brevi, gli scenari percorribili per la definitiva costituzione” del soggetto gestore. La sfida viene definita “epocale” e “ineluttabile” dalla stessa Autorità idrica che dovrà fare presto e bene per trovare una soluzione assieme ai Comuni e alla Regione Calabria. Intanto i comitati per l’acqua pubblica continuano a chiedere che a gestire il servizio sia un’azienda speciale e non una società per azioni che, per quanto a capitale pubblico, sarà comunque un soggetto di diritto privato sottoposto alle norme dettate dal codice civile in materia di impresa, con tutto ciò che ne deriva in termini di controllo e vigilanza. Occhiuto però ha già tracciato il percorso: “La mia idea – ha detto in campagna elettorale – è quella di acquisire al patrimonio della Regione la parte di capitale sociale della Sorical che è detenuta dal privato, e di chiedere al governo di far partecipare come socio della Regione Cassa depositi e prestiti. Vorrei utilizzare i miei rapporti nazionali – ha aggiunto – per chiedere al governo di fare investire le aziende di Stato nella Calabria, perché se la Calabria è emergenza nazionale, l’esecutivo se ne deve far carico. E allora mi piacerebbe che ci fosse questa multiutility che si occupa di tutto: dei grandi adduttori e della manutenzione della rete insieme ai Comuni”.

© Riproduzione riservata.

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