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Operaio di origini calabresi ucciso e gettato in un dirupo, chiesto l’ergastolo per l’amico

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Ergastolo, con isolamento notturno, per omicidio volontario e occultamento di cadavere: è la richiesta avanzata dal pm Bruno Fedeli, durante l’udienza di oggi davanti alla Corte d’Assise di Bologna, a carico di Ivand Rudic, autotrasporatore serbo di 35 anni, accusato di avere ucciso, nel luglio 2019 a Vergato, Consolato Ingenuo, 42enne calabrese. Per l’altro imputato, Mihai Apopei, operaio romeno 50enne, il pm ha chiesto l’assoluzione con il codice 530 comma secondo, praticamente la vecchia insufficienza di prove, per il concorso in omicidio e la condanna a 3 anni per il solo occultamento di cadavere.

L’omicidio era scaturito da una lite tra i tre, conoscenti da tempo, scoppiata in un bar a Tolè. Dopo che si erano allontanati in auto, del 42enne si erano perse le tracce: il suo corpo venne ritrovato, la mattina seguente, in un dirupo tra Cereglio e Tolè. I familiari di Consolato Ingenuo, ovvero la madre, i tre fratelli, la sorella e la figlia minorenne della vittima, sono difesi dagli avvocati Francesco Antonio Maisano e Alberto Bernardi. I legali, per i due imputati, hanno chiesto la condanna per omicidio volontario in concorso e l’occultamento di cadavere. La prossima udienza verrà celebrata il 13 settembre.

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