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Pd Cosenza contro Presidente Santelli: “I nostri figli fuori dalla Calabria”

pd cosenza

“Abbiamo letto e riletto, cercando di capire le ragioni profonde di questo diniego ed a parte i macroscopici orrori di ortografia (a me mi, ma però, ma bensì…) non siamo riusciti a trovare una ragione sola, logica, intelligente, scientifica per negare il rientro controllato e contingentato dei nostri conterranei (e delle nostre conterranee, cara Presidente, che emigrano pure le Mamme, le figlie e le sorelle da questa terra amara).

Preferisce il governo di Santelli, degli Spirli’, degli Ultimi mascherati, delle scienziate mute, lasciare che non ritornino i nostri cari che non possono più pagare un fitto a vuoto, che hanno perso il lavoro, che non torneranno che a settembre (forse) all’università. Torneranno di notte, trattati come ladri, respinti da Lei, Presidente, che annunciava di voler affrontare questa crisi da Roma per tre giorni a settimana e che ha consentito per decine di giorni al commissario dell’Ao di Cosenza di andare e venire da Bergamo con mezzi pubblici ed a suo piacimento o che ha impiegato più di una settimana a comprendere che a Chiaravalle ed in tutte le Rsa della Calabria era opportuno intervenire meglio e per tempo. Ora no: Lei ha scelto la fermezza!

I figli e le figlie, i padri e le madri di questa terra, quelli più diligenti, quelli che non hanno fatto i furbi di notte e col favore delle tenebre, quelli che dall’Italia e dall’estero le chiedono e ci chiedono di ritornare, di mettersi insieme ai propri cari in quarantena (oltre a quella già fatta in pieno clima di morte e terrore lontano dagli affetti più cari e con la paura seria di non rivederli mai più) secondo il suo dettame stolto, privo di senso pratico, non supportato da una minima analisi scientifica o politica del dramma e del problema, non devono tornare…

Sa cosa succederà Signora Santelli (che’ in casi come questo chiamarla Presidente viene davvero difficile)?

Succederà che torneranno ugualmente, di notte, di nascosto, quelli che si credono più furbi, e gli altri, i diligenti, gli onesti, le persone perbene per darle ascolto finiranno per scontare la pena dell’esilio per pandemia, come gli appestati, solo perché non sono figli, figlie, padri e madri degli amici degli amici. Riveda questa sua posizione, Presidente, e contingenti controllandoli i rientri. In mancanza avrà sulla sua coscienza ogni ulteriore sofferenza.”

Coordinamento provinciale Pd Cosenza
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