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Stop Green pass per chi lavora all’aperto e tamponi a 5 euro, gli emendamenti al decreto

stop green pass

Il governo Draghi starebbe ragionando su come e quando togliere l’obbligo del green pass. Secondo le ultime indiscrezioni, il certificato verde perderà gran parte della sua efficacia già entro Natale o, in alternativa, il primo gennaio 2022. Con il nuovo anno, infatti, l’uso obbligatorio del Green Pass dovrebbe essere circoscritto a eventi ad alto rischio assembramenti come stadi, discoteche e concerti. L’obiettivo per liberare i cittadini italiani dalle restrizioni vigenti è il raggiungimento del 90% di vaccinati.

Gli emendamenti proposti

L’ormai nota certificazione è obbligatoria anche per chi lavora all’aperto, come precisa una delle Faq del governo sul proprio portale online. “L’obbligo di Green pass – si legge – non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto o al chiuso”. E anche i lavoratori di aziende estere che devono accedere a sedi di imprese o amministrazioni pubbliche in Italia, compresi gli autotrasportatori, devono averlo ed esibirlo. Ma gli emendamenti presentati ieri dal MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari Costituzionali al Senato in vista della conversione in legge del decreto sulla Certificazione Verde Covid-19 prevedono il superamento dell’obbligo.

Stop all’obbligo di Green pass per chi lavora all’aperto o in modalità isolata/indivduale/agile (smart working), nessuna sanzionabilità dei lavoratori per i quali la validità del certificato scada durante lo svolgimento della prestazione lavorativa e riduzione a 5 euro del costo dei tamponi per tutti i lavoratori. Questi alcuni degli emendamenti presentati dai senatori pentastellati a Palazzo Madama.

È prevista – come riporta la testata Open – anche un’esenzione dall’obbligo di possesso della Carta Verde per quelle persone che dimostrino di avere, attraverso un test sierologico, un livello di anticorpi anti-Covid pari o superiore alla soglia stabilita dal ministero della Salute. “Queste proposte di modifica – affermano i senatori Iunio Valerio Romano, Nunzia Catalfo, Susy Matrisciano, Barbara Guidolin e Sergio Romagnoli – vanno incontro alle richieste del mondo del lavoro, che la politica ha il dovere di ascoltare e a cui abbiamo il dovere di fornire soluzioni”

“Aiutiamo l’Italia a uscire dalla pandemia”

“Pensiamo a chi lavora in agricoltura o alle partite Iva, svolgono individualmente la propria prestazione lavorativa senza entrare in contatto con altri colleghi. È ancorata al principio della ragionevolezza, poi, la scelta di prevedere lo stop alle sanzioni per quei lavoratori, ai quali la validità del certificato scade durante lo svolgimento della prestazione, così da consentire loro di portarla a compimento in giornata senza essere allontanati dal proprio posto di lavoro. Abbiamo – dichiarano i senatori all’Adnkronos – il dovere di contemperare il diritto al lavoro e quello alla sicurezza. Siamo all’ultimo miglio di una campagna vaccinale senza precedenti, che nel nostro Paese procede spedita. Aiutare l’Italia a uscire dalla pandemia in un clima più sereno possibile, tornare alla normalità deve essere la priorità”, concludono i senatori del MoVimento 5 Stelle.

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