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Violenze negli ospedali di Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo: operatori protestano

Le proteste e gli appelli per risollevare le sorti della sanità vibonese non si arrestano. “Bisogna assumere personale sanitario, l’Asp di Vibo Valentia ha una graduatoria degli operatori socio sanitari in stasi da più anni. Sembra inverosimile, – denuncia l’operatore socio sanitario Giuseppe Ierace – ma è una realtà permanente da diversi anni con continui disagi e numerosi episodi di violenze in questi ultimi giorni. Le segnalazioni arrivano da ogni Azienda Sanitaria Regionale dai dirigenti e Commissari preposti, ultima segnalata al nosocomio di Locri dove un utente sicuramente per la lunga attesa nell’ accedere in ospedale, ha sferrato la sua rabbia contro una vetrata del reparto. Cosi non si arriva da nessuna parte, anzi si aggrava ancora di più la situazione di una sanità pubblica allo sbando. Anche il G.O.M di Reggio Calabria come altrettanto Asp di Reggio Calabria che comprende gli ospedali Gioia Tauro dove c’è in atto una riconversione dei posti letto dovuta alla saturazione di quelli del G.O.M, l’ ospedale Spoke di Polistena e Locri sul versante ionico, Taurianova e Palmi ridimensionati negli anni,l’ ospedale di Oppido Mamertina che serviva le zone pre-aspromontane e montane dove è rimasto un P.I.P e una lunga degenza, P.O di Scilla e Melito Porto Salvo. carenze di personale sanitario in ogni in reparto, quelli presenti non riescono a gestire carichi di lavoro estenuanti, basta pensare alla recente pandemia, sotto le divise e tute comprese ci sono uomini non macchine. La provincia di Reggio Calabria è quella con più abitanti che dagli ultimi censimenti si attesta sui 548000 , quando uno parla dei famosi L.E.A tanto menzionati e in realtà se si arriva al 50% e’ anche troppo”.

Grave la situazione anche a Vibo e Catanzaro

“L’Asp di Vibo Valentia – afferma l’operatore socio sanitario Giuseppe Ierace – non se la passa meglio essendo la provincia più piccola con 153000 abitanti con 4 ospedali dove il P.O Jazzolino di Vibo Valentia già con le sue carenze, cerca di gestire la maggior parte delle prestazioni e ricoveri, a 30 chilometri si erge l’ospedale di Tropea che è un piccolo ospedale ma se si pensa che in estate il Borgo da 6000 abitanti circa aumenta a dismisura per l’ alta presenza di turisti, quale buon auspicio possiamo sperare? A chi e’ preposto vigilare su questa ormai atavica carenza di base di personale sanitario e medico intervenga in maniera esaustiva cercando di creare almeno un tampone a questa situazione di inefficienza malgrado gli sforzi di tanti. Si attendono sviluppi in queste settimane a venire perché anche Catanzaro con la sua Azienda Sanitaria insieme al Mater Domini ha le sue criticità ben radicate nel tempo. Sarà retorica ma credo che ognuno ha il diritto di curarsi nella propria Regione e chi presta servizio poterlo svolgere vicino a casa a favore dei propri conterranei, una graduatoria attiva da settembre 2019 e ancora da utilizzare con un fabbisogno abnorme e chiaro a tutti, dal commissario Longo a gli altri organi politici il segnale è solo uno “assumere”. Oggi davanti la cittadella di Catanzaro c’ è stata una protesta per far scorrere le graduatorie esistenti nel territorio calabrese. Anche a Reggio Calabria un’altra proposta dalla UIL per la situazione del G.O.M ormai satura, è un obbligo morale che civile creare le condizioni tali a poter incentivare le assunzioni, ormai le scuse non tengono più, non è più accettabile una situazione così. Per quanto tempo ancora dobbiamo essere fanalino di coda. C’e’ gente valida pronta a fare le valigie e ritornare nella terra che per tanti non ha speranza non per questi ultimi, vale la pena poterci credere che un domani ci sia una Calabria diversa”.

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