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Suicidi sul Ponte Morandi a Catanzaro, da anni si chiede all’Anas di innalzare le inferriate

Ennesimo suicidio, ieri sul Ponte Morandi (LEGGI QUI). A togliersi la vita è stato un 32enne, padre di un bimbo e felicemente sposato, che lavorava in un negozio di ortofrutta. La sua morte è l’ultima di una lunga e macabra serie che dal 1960, quando il viadotto Bisantis fu inaugurato, vede decine di persone lanciarsi nel vuoto per porre fine alla propria esistenza. Si stima che dal 2000 siano circa 40 i soggetti che hanno deciso di compiere l’insano gesto scavalcando le recinzioni di quello che viene chiamato il ponte sulla Fiumarella.

I recenti tentativi di suicidio

Diversi i tentativi di suicidio sventati, tre quelli resi noti negli ultimi 12 mesi. Nelle scorse settimane, l’8 aprile 2022, un uomo che si era arrampicato sul lampione è stato salvato dalla polizia che è riuscita a farlo desistere dal proprio intento, così come fecero i carabinieri nell’ottobre del 2021 quando un 41enne aveva scavalcato l’inferriata ed era già pronto a morire. Il 28 giugno del 2021 invece furono i Vigili del Fuoco a recuperare il corpo di una donna ancora in vita, cui caduta era stata attutita dall’impatto con la folta vegetazione, e affidarla alle cure dei sanitari del 118. Anche nel primo anno della pandemia si sono registrati altri episodi: un uomo fu salvato dai Vigili del Fuoco il 21 agosto 2020, stessa sorte per un ragazzo in bilico sul cornicione il 10 giugno.

Le inferriate

Nei decenni le recinzioni sono state ristrutturate e messe in sicurezza. Sono ormai anni però che il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo sollecita, invano, l’Anas a innalzare le inferriate per scongiurare ulteriori eventi nefasti. “Non è di nostra competenza, – spiega Abramo – ma abbiamo più volte presentato richiesta formale per ampliare le barriere del Ponte Morandi, soprattutto quando è stata approntata la progettazione della ristrutturazione. Ci hanno detto che l’avrebbero presa in considerazione nel momento in cui rifaranno le ringhiere, i lavori sembra siano ancora in corso, però ad oggi ancora non è stato eseguito alcun intervento in merito. Di certo non è l’unico ponte a rischio della città: c’è il ponte vecchio di Siano e quello della tangenziale dove si sono consumati più suicidi”. (mti)

© Riproduzione riservata.

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