Doppio incarico retribuito, chiesto il rinvio a giudizio per Furgiuele

Paolo Furgiuele

Spetterà ora al gup decidere, nel contraddittorio tra le parti, se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.

Abuso di ufficio, violazione di norme costituzionali e leggi regionali. Sono le ipotesi di accusa rispetto alle quali il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiesto il processo per Paolo Furgiuele, 61 anni, residente ad Amantea, l’ex dg dell’Azienda, che secondo la Procura, avrebbe intenzionalmente adottato la disposizione di servizio, con la quale stabiliva il distaccamento di Feliciano D’Alessando, (sorvegliante idraulico inquadrato al quarto livello di operaio idraulico forestale) dal servizio numero 4 di Santo Stefano a Rogliano, in provincia di Cosenza, nell’ufficio di segreteria di Calabria Verde a Catanzaro alle sue dirette dipendenze, sebbene fosse già stato raggiunto il limite massimo di unità lavorative che potevano comporre la segreteria generale.

Abuso di ufficio, violazione di norme costituzionali e leggi regionali. Sono le ipotesi di accusa rispetto alle quali il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiesto il processo per Paolo Furgiuele, 61 anni, residente ad Amantea, l’ex dg dell’Azienda, che secondo la Procura, avrebbe intenzionalmente adottato la disposizione di servizio, con la quale stabiliva il distaccamento di Feliciano D’Alessando, (sorvegliante idraulico inquadrato al quarto livello di operaio idraulico forestale) dal servizio numero 4 di Santo Stefano a Rogliano, in provincia di Cosenza, nell’ufficio di segreteria di Calabria Verde a Catanzaro alle sue dirette dipendenze, sebbene fosse già stato raggiunto il limite massimo di unità lavorative che potevano comporre la segreteria generale.

Furgiuele avrebbe consentito, peraltro, che D’Alessandro non prestasse la propria attività lavorativa nella segreteria della direzione generale, continuando invece ad operare nella sede di Rogliano, dove sostanzialmente non avrebbe dato conto del suo orario lavorativo, autocertificando la propria presenza in servizio con la mera compilazione di un apposito modello cartaceo dove firma, orario di entrata e di uscita risultavano manoscritte.

Avrebbe quindi consentito a D’Alessandro di percepire, da maggio a dicembre 2015 oltre alla retribuzione in qualità di addetto alla sorveglianza idraulica, l’ulteriore indennità di segreteria, con danno per la Regione.

Redazione Calabria 7

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