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Giannuzzi (Agricoop): “Parità di genere, tema che non si vuole affrontare”

“La discussione per la modifica della legge elettorale regionale sulla parità di genere è stata rinviata più volte facendo sorgere il dubbio che trattasi di un tema che non si vuole affrontare”. A commentare il grave ritardo da parte del Consiglio regionale è Innocenza Giannuzzi.

Presidente dei Consorzi Blu Calabria e Agricoop Italia che aggiunge: “Eppure siamo a fine legislatura e quale occasione migliore per dotare la Regione di una nuova legge elettorale che applicata già dalle prossime elezioni sancisca e garantisca la parità di genere? Una proposta sulla doppia preferenza di genere è stata presentata dall’unica consigliera donna, Flora Sculco, che però non è mai giunta in aula”.

“Le legge 20 del 2016 dice che se la legge elettorale di una regione prevede la possibilità di esprimere il voto di preferenza, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono essere più del 60 per cento del totale. E inoltre – va avanti Giannuzzi – deve essere consentita l’espressione di almeno due preferenze, che siano di entrambi i sessi, pena l’annullamento della seconda preferenza. Se la legge elettorale regionale invece non prevede il voto di preferenza, è necessario che ci sia l’alternanza tra i candidati di sesso diverso e anche in questo caso, i candidati di uno stesso sesso non devono essere più del 60 per cento del totale. Ritengo siano maturi i tempi per ripopolare gli scranni del Consiglio Regionale con un significativo numero di donne espressione della Società Civile e dei movimenti e partiti politici. La Calabria annovera tra i suoi “figli” il primo sindaco donna d’Italia, a soli 24 anni Caterina Tufarelli Palumbo Pisani è stata eletta primo cittadino di San Sosti (provincia di Cosenza) nella tornata elettorale del 10 marzo 1946 e poi nominata il 24. Le donne in questa occasione votarono per la prima volta. Subito dopo la seconda guerra mondiale la Calabria ha dato segni di evoluzione civile mentre a distanza di 73 anni si consuma l’involuzione”.

“Di recente si è celebrato il genio femminile in politica intitolando la Sala Stampa del Consiglio Regionale a Rita Pisano che per venti anni è stato simbolo femminile della politica impegnata rivestendo l’autorevole incarico di Sindaco comunista di Pedace. Ora si tratta di fare il passo successivo, non più celebrazioni e teoremi ma atti concreti nel senso di una concreta parità di genere. Sembra quasi che il Consiglio regionale della Calabria debba essere patrimonio esclusivo di una classe politica maschile incapace di promuovere ed adottare una legge elettorale improntata alle pari opportunità tra uomo e donna. L’auspicio è che le prossime elezioni regionali si celebrino con una nuova normativa che garantisca la completa parità di genere e il superamento delle logiche retrograde e arcaiche che vedono gli uomini unici detentori del potere”.

“Rita Pisano ha dimostrato come una donna può governare la res pubblica con equilibrio e capacità spesso superiori a numerosi politicanti che hanno calcato la scena politica degli ultimi decenni. Tante donne a lei si sono ispirate e si ispirano quotidianamente nel loro agire politico dimostrando che amministrare non è esclusiva del genere maschile e come il buon governo possa essere frutto di una sensibilità femminile dedita al bene pubblico. Penso alle tante presidenti dei consigli comunali della Calabria e alle tante donne impegnate nei movimenti e nei partiti politici che nelle campagne elettorali profondono il proprio impegno per una società migliore”.

“Il prossimo 15 aprile sia l’inizio della primavera politica regionale Calabrese, ma di quella vera, non dei proclami e dei riscatti personalistici. L’auspicio – conclude la nota – è che l’assemblea regionale approvi in tempi rapidi una nuova legge regionale per tutti e per tutte, per uomini e donne liberi e capaci”.

redazione Calabria 7

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