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Nicola Adamo esulta a Cosenza: “E’ Franz Caruso lo stratega, io sono un militante di base”

di Maria Teresa Improta – La vittoria di Franz Caruso alla carica di sindaco di Cosenza ha entusiasmato i maggiorenti del centrosinistra cosentino. A festeggiare il successo ottenuto alle urne davanti Palazzo dei Bruzi erano presenti in prima linea anche Enza Bruno Bossio e Nicola Adamo. “E’ un risultato che va oltre ogni previsione. Il voto di oggi e di ieri – afferma Nicola Adamo – è stato l’espressione di un rinnovato patto sociale urbano perché manifesta l’integrazione tra i ceti popolari, le periferie della città e la piccola e media borghesia cosentina. Un voto che unisce Cosenza, uniforme in tutti i seggi. Dal punto di vista politico è un voto che certifica il successo del progetto di governo riformista contro i populismi, sia quelli di destra che di sinistra. Un voto che attraverso il programma presentato da Franz Caruso, ha offerto alla città una credibile proposta. Caruso ha vinto perché è stato considerato dalla maggioranza dei cosentini il candidato sindaco più credibile”.

L’analisi politica

“Funge da esempio che non va sottovalutato nell’analisi politica generale. Inviterei il PD a livello nazionale a riflettere su questo voto. Si vince a Cosenza – spiega Nicola Adamo – perché si è fatto l’esatto opposto di quello che il Pd ha scelto alla Regione Calabria, dove poi ha vinto Occhiuto nonostante le difficoltà e le divisioni interne che ha in questo momento il centrodestra. Roberto Occhiuto è apparso come l’offerta più credibile rispetto a quella che abbiamo presentato noi. Questo è il dato vero. Quando si è partiti nella corsa alla Regione Calabria con la sfida tra Occhiuto e Amalia Bruni, gli elettori hanno pensato che il primo fosse più adatto a governare. È stato fatto un errore nell’accordo Pd-Movimento 5 Stelle, un patto che era privo di riscontro nella realtà sociale. E’ invece utile unire i riformisti che si alleano poi sui punti programmatici con il Movimento 5 Stelle che nel 2018 ha incassato quasi la maggioranza assoluta dei voti nel Mezzogiorno e in Calabria sull’onda di una forte protesta, ma governare è un’altra cosa rispetto a fare opposizione. Oggi loro attraverso Conte hanno capito che bisogna lavorare insieme. I riformisti se si alleano sull’azione di governo vincono, se si accordano per fare il casting dei candidati per trovare quello più bello e giovane, vengono penalizzati”.

Il caso Cosenza

“A Cosenza abbiamo scelto un candidato politico molto stimato che ha bene interpretato il progetto riformista. Siamo forse in questo momento l’unica città capoluogo di provincia che esprime un sindaco socialista: questo deve far riflettere. Un’impresa quasi improbabile dove si è riusciti e questo è molto indicativo. Il sindaco della città deve essere ora il sindaco di tutti i cosentini, non solo di coloro i quali lo hanno votato. Allo stesso modo Roberto Occhiuto dovrà essere il governatore di tutti i calabresi. Nel rapporto tra i diversi livelli istituzionali c’è il principio della cooperazione. Chi viene meno a questa collaborazione fa un danno alla comunità. Quindi il Comune deve essere all’altezza della sua funzione di governo e di fare proposte alla regione che se valide nel merito devono essere valutate positivamente a prescindere dal colore politico”.

“Non muovo le fila, sono un militante di base”

In merito all’attacco ricevuto in queste settimane quando è stato definito il burattinaio che muoveva i fili di questa campagna elettorale Adamo è perentorio. “E’ stato un tentativo goffo di replicare quello che è stato fatto negli anni scorsi con la Regione. Un gossip – chiarisce – su cui addirittura il procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri ha costruito teoremi abbastanza discutibili secondo il quale io ero il “capo dei capi” per azioni che sono state criminalizzate dal punto di vista giudiziario, ma erano solo azioni politiche per le quali mi sto difendendo nelle sedi competenti. Sono un elettore, un esponente politico impegnato nel centrosinistra e quando sono chiamato mi limito a dire la mia opinione. Lo stratega vero di questa campagna elettorale è stato Franz Caruso. Ci ha messo la faccia, ha vinto, adesso si assumerà la responsabilità di governare. Altri dietro di lui che possono surrogare la sua funzione non ce ne possono essere. È Franz Caruso che ha avuto il mandato degli elettori ed è lui che risponderà agli elettori. Ero stato finora in silenzio, ritorno nel mio silenzio, facendo il militante di base”.

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