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Coronavirus, negli Usa vaccino sperimentale pronto per test

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L’annuncio dell’azienda biotech Moderna: il primo lotto spedito all’Istituto Nazionale delle Allergie e Malattie Infettive (Niaid) per avviare la prima fase 1 della sperimentazione clinica

Si fa più vicina la possibilità di avere un vaccino contro il coronavirus. L’azienda biotech americana Moderna ha annunciato di aver spedito il primo lotto del vaccino sperimentale mRNA-1273 all’Istituto Nazionale delle Allergie e Malattie Infettive (Niaid), per avviare la fase 1 della sperimentazione clinica su un piccolo numero di persone. Moderna, in collaborazione con i ricercatori del Niaid Vaccine Research Center, ha utilizzato una molecola chiamata mRNA che trasferisce informazioni genetiche nelle cellule, imitando un’infezione naturale per stimolare una risposta immunitaria più potente. Il vaccino potrebbe imitare la proteina detta “spike” che si trova sul nuovo coronavirus e su altri coronavirus come quello della Sindrome Respiratoria Acuta Grave (Sars) e della Sindrome Respiratoria Medio-Orientale (Mers).

Il 7 febbraio il direttore del Niaid Anthony Fauci ha detto che, in caso di successo, gli studi clinici iniziali prenderanno il via entro due mesi e mezzo per testare la sicurezza del vaccino su un piccolo gruppo di persone. Nei giorni scorsi la Cina ha annunciato di aver iniziato i test sugli animali, mentre l’Australia ha concluso la fase di sperimentazione in laboratorio per il vaccino sintetizzato dai ricercatori dell’università di Queensland. Secondo quanto annunciato, il vaccino sarebbe pronto per essere testato sull’uomo.

I tempi

Moderna ha inviato alcune fiale di vaccino sperimentale da Norwood, al National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Nih) di Bethesda, nel Maryland. L’Istituto dovrebbe iniziare la sperimentazione clinica entro la fine di aprile su circa 20-25 volontari sani, verificando se due dosi del vaccino sono sicure e inducono una risposta immunitaria che probabilmente potrebbe proteggere dalle infezioni. I risultati iniziali del test potrebbero essere disponibili tra luglio e agosto. Mentre un vaccino potrebbe essere in commercio non prima del 2021. L’immunologo Anthony Fauci, a capo del Nih, ha detto che è possibile che la diffusione del coronavirus diminuisca durante i mesi più caldi, ma che poi ritorni il prossimo inverno e diventi un virus stagionale come l’influenza, rendendo utile un vaccino.

Redazione Calabria 7

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